Giappone – L’export spinge il pil del primo trimestre

L’economia giapponese è cresciuta nel primo trimestre del 3,3 per cento annualizzato (0,8 per cento trimestrale), oltre le stime degli economisti (poste al 2,5 per cento), grazie soprattutto all’export verso Asia e mercati emergenti, che ha compensato il rallentamento degli Stati Uniti. Rivista tuttavia al ribasso la crescita del quarto trimestre 2007, da 3,5 a 2,6 per cento.

Le esportazioni nette (il differenziale tra import ed export) hanno contribuito per lo 0,5 per cento della crescita trimestrale, grazie ad un aumento dell’export del 4,5 per cento e dell’import del 2,1 per cento. La forza manifestata dall’Area Euro e dall’Asia sembra quindi in grado di compensare il rallentamento in atto negli Stati Uniti, anche se non tutti i settori dell’economia giapponese mostrano ottimismo. Toyota, ad esempio, si attende un’erosione degli utili causata dalla debolezza del mercato statunitense, alti costi delle materie prime e forza dello yen. Le aziende stanno pianificando di ridurre gli investimenti di capitale, come evidenziato dal dato pubblicato ieri sugli ordini di macchinari, del 10,3 per cento questo trimestre. Nel corso del primo trimestre gli investimenti aziendali sono diminuiti dello 0,9 per cento annualizzato.

La domanda domestica (differenza tra pil ed export netto) ha aggiunto lo 0,3 per cento alla crescita del pil, guidato dalla crescita dell’investimento residenziale (più 4,6 per cento trimestrale). Su questo dato ha tuttavia inciso il rimbalzo nell’apertura di nuovi cantieri che ha fatto seguito al cambio di normativa pubblica per combattere le frodi nei permessi edilizi. La spesa dei consumatori è cresciuta dello 0,8 per cento annualizzato, oltre le attese, anche se l’aumento dell’inflazione e la stagnazione salariale hanno reso più pessimiste le famiglie.

L’accelerazione dei prezzi dell’import ha verosimilmente portato ad una sovrastima della crescita reale dell’economia: la crescita del pil nominale è stata dello 0,4 per cento, la metà del dato reale. Anche la mancata correzione di alcune componenti per i giorni lavorati (il trimestre ha avuto un giorno in più, da anno bisestile) ha avuto un impatto favorevole sul dato di crescita, causando da solo circa la metà della crescita nella spesa dei consumatori.

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