Stati Uniti – Ordini di beni durevoli in crescita al netto dei trasporti

Gli ordini di beni durevoli al netto di auto ed aerei sono insapettatamente cresciuti in aprile del massimo in nove mesi. L’incremento del 2,5 per cento si confronta ad attese poste a meno 0,5 per cento, e segue un incremento delll’1,7 per cento, rivisto al rialzo dal più 1,5 per cento originario. Gli ordini di macchinari ed attrezzature elettriche da partner commerciali come Cina e Brasile stanno contribuendo a compensare almeno in parte il rallentamento domestico statunitense.

Il dato complessivo, inclusivo dei beni di trasporto, flette dello 0,5 per cento a fronte di attese poste a meno 1,5 per cento. Gli ordini di beni capitali non destinati alla Difesa al netto dei velivoli, una misura del futuro investimento, sono cresciuti del 4,2 per cento, massimo dell’anno. Le consegne di tale tipologia di ordini, un dato utilizzato per calcolare il pil, sono cresciute dello 0,5 per cento. Gli ordini totali al netto della Difesa sono diminuiti dello 0,3 per cento, poiché gli ordini militari sono cresciuti del 4,8 per cento. La domanda di mezzi di trasporto è calata dell’8 per cento, per effetto di una contrazione del 24 per cento degli ordini di aerei e del 3,3 per cento delle auto. Continua la forte debolezza dei costruttori domestici di auto: la scorsa settimana Ford ha annunciato vendite in calo del 9,8 per cento annuale in aprile, e ha comunicato un taglio del 15 per cento della propria produzione ripsetto all’anno precedente nordamericana, e tale taglio raggiungerà il 20 per cento annuale nel terzo trimestre.

Questo dato contrasta con quello (sempre di aprile) relativo alla produzione manifatturiera, in calo dello 0,8 per cento mensile, circostanza che lo rende di difficile lettura. Un dato acquisito è quello realtivo all’indice ISM manifatturiero, che in aprile ha toccato il livello di 48,6, dopo il minimo quinquennale di 48,3 toccato lo scorso febbraio. Si tratta di valori che indicano una contrazione dell’attività manifatturiera (la soglia di stazionarietà è posta al livello di 50), ma sono comunque dati ben superiori al valore di 42,1 raggiunto a febbraio 2001, un mese prima dell’inizio della recessione del 2001. La differenza è verosimilmente da imputare al fatto che le compagnie che esportano hanno continuato a crescere durante l’attuale rallentamento.

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