Stati Uniti – Meno occupati, più disoccupazione in maggio

Nel mese di maggio gli Stati Uniti hanno perso occupati per il quinto mese consecutivo, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto al massimo da oltre due decenni. Il numero di occupati è diminuito di 49.000 unità, dopo il calo di 28.000 di aprile, rivisto in peggioramento assieme al dato di marzo: complessivamente i due mesi hanno visto la creazione di 15.000 impieghi meno di quanto originariamente stimato. Il tasso di disoccupazione ha toccato il 5,5 per cento, massimo da ottobre 2004, e maggior incremento mensile dal 1986.

Le imprese stanno tagliando gli organici per proteggere i profitti dai crescenti costi delle materie prime e dal rallentamento delle vendite. Un mercato del lavoro più debole è destinato a frenare la ripresa della spesa dei consumatori, già provata dalla recessione immobiliare, da standard creditizi più restrittivi e dalla maggiore bolletta energetica.

Le stime di consenso ipotizzavano un calo di 60.000 unità dei nuovi impieghi, mentre il tasso di disoccupazione era attesa al 5,1 per cento. Il dato della disoccupazione riflette un’espansione della forza-lavoro, guidata da un influsso di teenager, che ha ecceduto il numero di nuovi impieghi disponibili. Nei primi cinque mesi dell’anno il numero di impieghi si è ristretto di 324.000 unità, mentre nel 2007 si era registrata una creazione media di 91.000 impieghi al mese.

L’occupazione manifatturiera è calata di 26.000 unità, dopo il calo di 49.000 in aprile, e a fronte di una stima di consenso di 40.000 impieghi in meno. Sempre a livello manifatturiero si nota la distruzione di 7500 impieghi nel settore computer ed elettronica e la creazione di 4400 nel settore auto. Riguardo quest’ultimo dato si segnala che General Motors ha annunciato che 19.000 lavoratori, pari a circa il 26 per cento della propria forza-lavoro, hanno accettato i pacchetti di dimissioni incentivate, e la maggior parte di essi lascerà il lavoro l’1 luglio. Ford ridurrà i costi del personale del 15 per cento eliminando i lavoratori a contratto e non assumendo per le posizioni resesi vacanti. La crisi dell’immobiliare residenziale continua a riflettersi sull’occupazione nel settore delle costruzioni, che a maggio hanno visto un calo dei propri occupati di 34.000 unità, dopo le 52.000 perse ad aprile. Il settore dei servizi, che include banche, assicurazioni, ristorazione e retailers, hanno creato 8.000 impieghi, dopi i 72.000 aggiunti in aprile. A livello disaggregato, tuttavia, continua la contrazione di occupati nel commercio al dettaglio: meno 27.100 in maggio, dopo i meno 38.700 di aprile. Il settore pubblico ha aumentato i propri occupati di 17.000 unità. Ciò significa che il calo di occupati nel solo settore privato è stato di 66.000 posti.

La settimana lavorativa media è rimasta invariata a 33,7 ore, ed anche la settimana lavorativa media in manifattura è rimasta ferma, a 41 ore. Per contro, il ricorso allo straordinario è diminuito da 4 a 3,8 ore settimanali. I guadagni settimanali medi sono cresciuti dello 0,3 per cento. I salari orari medi sono aumentati dello 0,3 per cento, a fronte di attese poste a più 0,2 per cento.

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