Canada – Tassi invariati, contro le attese

La Bank of Canada ha inaspettatamente lasciato invariato il proprio tasso d’interesse di riferimento perché i prezzi dell’energia rischiano di spingere l’inflazione oltre il limite massimo della banda di oscillazione stabilita. L’istituto di emissione canadese ha anche sottolineato che l’attuale politica monetaria è “appropriatamente accomodante” per raggiungere l’equilibrio tra domanda aggregata e offerta, e portare l’inflazione al target del 2 per cento annuale, il livello intermedio di un corridoio compreso tra 1 e 3 per cento. In aprile l’inflazione tendenziale canadese era all’1,7 per cento, ma la BoC prevede il raggiungimento del 3 per cento per fine anno.

Il tasso resta quindi al 3 per cento, sorprendendo le stime di consenso, che indicavano un taglio di un quarto di punto. Prima di oggi la Bank of Canada aveva tagliato i tassi ad ogni meeting, da dicembre, per stimolare un’economia depressa da una forte valuta e da una debole domanda di export verso gli Stati Uniti. Nel mese di marzo la BoC aveva sorpreso per ampiezza del taglio: 50 punti-base contro i 25 attesi dagli analisti.

Oggi i timori si stanno spostando sempre più dalla crescita all’inflazione, ed il Canada si accoda a Stati Uniti e Regno Unito, che hanno arrestato il proprio ciclo espansivo per conseguire il contenimento dell’inflazione, ed alla Bce, che si accinge a riprendere il rialzo dei tassi interrotto lo scorso settembre.

La Bank of Canada ha previsto in aprile che l’indebolimento dell’export causerà il rallentamento del pil all’1,4 per cento quest’anno, peggior risultato dal 1992. L’economia si è contratta dello 0,3 per cento tra gennaio e marzo, primo calo in quasi cinque anni.

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