Bernanke: i rischi per inflazione e crescita si intensificano

Nel corso della audizione semestrale davanti al Banking Committe del Senato (cui farà seguito quello davanti alla Camera dei Rappresentanti) il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha segnalato che i policymakers sono incerti sulla direzione della politica monetaria, a causa degli accresciuti rischi per crescita ed inflazione. Al contempo, aiutare i mercati finanziari a tornare a condizioni di più normale funzionamento resta un'”alta priorità”. “Ci sono significativi rischi al ribasso per la crescita, ed i rischi di rialzo dell’inflazione si sono intensificati”, ha detto Bernanke, che ha quindi abbandonato le frasi utilizzate nello statement di giugno del meeting della Fed, in cui si affermava che i rischi per la crescita erano “in qualche modo diminuiti”.

Questa variazione riflette, tra le altre cose, anche il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac ad opera del Tesoro e della Fed, di questa settimana, oltre ai maggiori prezzi dell’energia, ridotto accesso al credito ed ulteriore aggravamento della crisi dell’immobiliare residenziale. Al contempo, Bernanke ha aggiunto:

“Dobbiamo prestare particolare attenzione ad ogni indicazione, come un’erosione delle aspettative d’inflazione di più lungo periodo, che gli impulsi inflazionistici dai prezzi delle materie prime possano incorporarsi nella determinazione di prezzi e salari.”

Bernanke ha aggiunto che è probabile che la spesa dei consumatori “resti frenata per i prossimi trimestri”, e che le imprese, nella seconda parte dell’anno “possano essere caute a spendere”. I rimborsi fiscali hanno fornito “tempestivo supporto” alle famiglie, secondo il presidente della Fed. Ciò ha consentito alle stesse di spendere oltre le previsioni della Fed, ha aggiunto. I prezzi cedenti delle abitazioni hanno contribuito alla marea montante dei pignoramenti. Ciò ha intensificato la pressione ribassista sui prezzi delle case, soprattutto in alcune aree.

Nelle nuove previsioni, la Fed ha alzato le proprie previsioni per crescita ed inflazione nel 2008, confermando la prospettiva di un’accelerazione della crescita nel 2009. La Fed ora vede la crescita di quest’anno all’1-1,6 per cento, contro la stima di 0,3-1,2 per cento fatta ad aprile scorso; nel 2009 si prevede una crescita del 2-2,8 per cento, uguale alla stima di aprile. I prezzi al consumo dovrebbero crescere del 3,8-4,2 per cento quest’anno, contro il 3,1-3,4 per cento stimato in aprile.

Bernanke ha aggiunto che la maggior parte dei policymakers della Fed vedono le proprie previsioni inclini al ribasso riguardo la crescita, ed al rialzo riguardo l’inflazione. L’incertezza nelle previsioni è maggiore del normale, ha aggiunto, a causa di durata ed effetti della crisi finanziaria sulla crescita, e della possibilità di estensione del trasferimento dei prezzi delle materie prime all’inflazione core, effetti finora limitati.

Gli effetti della crisi immobiliare sono stati amplificati dai rapidi incrementi nei prezzi di energia ed altre materie prime, che hanno ridotto il potere d’acquisto. Secondo l’ultima survey dell’Università del Michigan gli americani prevedono l’inflazione media annua al 3,4 per cento nei prossimi cinque anni, la più elevata aspettativa dal 1995.

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