Il petrolio corregge

Le scorte statunitensi risultano superiori alle attese, sia per le benzine che per i distillati (olio da riscaldamento e diesel). I dati mostrano anche un aumento dell’offerta e dell’import di greggio. Come si può leggere il dato? Che la domanda statunitense si sta indebolendo, mentre la produzione (con alta probabilità quella saudita, dopo il recente annuncio di aumento dell’estrazione) sta al contempo aumentando e venendo avviata (attraverso azione sul prezzo spot) per indurre le raffinerie ad aumentare i volumi richiesti. Le scorte aumentano, i prezzi calano. La rapidità del calo deriva dalla formazione di aspettative di mercato circa la possibilità che torni a formarsi spare capacity (cioè eccedenza di offerta sulla domanda) di ampiezza rassicurante. Oggi chiusura del contratto future front-month (agosto) sul WTI al Nymex a 134,60 al barile. Oltre il 10 per cento dal massimo di 147,27 dell’11 luglio. In gergo, si tratta di una “correzione”. La borsa rimbalza, il dollaro anche. Durerà?

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