Stati Uniti – Crescita del secondo trimestre rivista al rialzo

L’economia statunitense si è espansa nel secondo trimestre a passo più rapido di quanto in precedenza stimato, aiutata dalla crescita dell’export e da un minor calo delle scorte. L’incremento del 3,3 per cento annualizzato è superiore alle attese (poste a più 2,7 per cento) e si confronta con la crescita dell’1,9 per cento della prima stima. La schiacciante evidenza è che i numeri dell’export hanno più che compensato la debolezza domestica nei consumi e negli investimenti. Fuori dall’export, gli Stati Uniti hanno in corso una recessione domestica.

Il minor deficit commerciale degli ultimi otto anni ha fornito il principale contributo alla crescita, aggiungendo 3,1 punti percentuali al pil. Al netto del commercio estero, quindi, la crescita annualizzata si pone a più 0,2 per cento, dopo il più 0,1 per cento del primo trimestre. Il contributo che l’export sta fornendo alla crescita potrebbe però venir meno nella seconda parte dell’anno, per effetto del rallentamento dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, Europa e Giappone, le cui economie si sono contratte nel secondo trimestre. Anche secondo i policy makers della Fed le ultime evidenze segnalano un andamento più riflessivo dell’export, come indicato dalle minute dei meeting del Fomc.

La spesa dei consumatori è cresciuta nel secondo trimestre al passo annualizzato dell’1,7 per cento, da 1,5 per cento della prima stima. Tra le componenti dei consumi, il terzo trimestre è iniziato su una nota debole, come segnala il dato di luglio delle vendite al dettaglio, diminuite per la prima volta in cinque mesi, e trascinate al ribasso dalla perdurante debolezza del settore auto. La debolezza dei consumi è destinata ad essere alimentata anche dalla dinamica delle retribuzioni: salari e stipendi sono cresciuti nel primo trimestre dell’anno di 52,5 miliardi di dollari, cioè 20,2 miliardi di dollari meno della prima stima, secondo le revisioni pubblicate oggi. La riduzione ha causato una frenata nella progressione del reddito totale personale, al 3 per cento annualizzato, da più 3,7 per cento della precedente stima. La revisione del secondo trimestre di oggi mostra un peggioramento della recessione immobiliare residenziale, calata del 15,7 per cento, più della prima stima.

Un minor calo delle scorte, scese di 49,4 miliardi di dollari annualizzati da meno 62,2 miliardi della prima stima,  ha poi contribuito alla crescita. In termini relativi, visto che il calo ha sottratto 1,44 punti percentuali al pil, contro il meno 1,92 per cento della stima advance. Il report di oggi ha fornito anche la prima stima degli utili d’impresa nel secondo trimestre. I profitti corretti per il valore di scorte ed ammortamenti, grandezza nota come profitti della produzione corrente, sono diminuiti del 2,4 per cento nel trimestre, e del 7 per cento annuale, maggior contrazione dalla recessione del 2001.

Annunci