Stati Uniti – Cadono gli ordini di beni durevoli

Gli ordini di beni durevoli sono diminuiti in agosto di oltre il doppio rispetto alle attese, un segno che la debolezza delle vendite e la stretta creditizia stanno inducendo le imprese a tagliare le spese. Il calo del 4,5 per cento fa seguito all’incremento dello 0,8 per cento di luglio, che è stato rivisto al ribasso dall’iniziale più 1,3 per cento. Al netto dei mezzi di trasporto la contrazione è del 3 per cento, maggior calo da gennaio 2007. Le stime di consenso ipotizzavano un calo dell’1,9 per cento complessivo e dello 0,5 per cento al netto dei mezzi di trasporto.

Gli ordini di beni capitali non destinati alla Difesa, esclusi gli aerei (una misura della futura attività d’investimento), sono diminuiti del 2 per cento, dopo l’incremento dello 0,4 per cento di luglio, rivisto al ribasso. Le consegne di questa tipologia di ordini, utilizzate per calcolare il pil, sono diminuite dell’1,7 per cento. Gli ordini di mezzi di trasporto sono calati dell’8,9 per cento: quelli per velivoli del 38 per cento e quelli di automobili dell’8,1 per cento, massimo da gennaio 2007. Boeing segnala che potrebbe essere costretta ad aumentare i finanziamenti ai propri clienti e subire comunque la cancellazione di alcuni ordini a causa del diffondersi della crisi finanziaria. Durante le precedenti recessioni Boeing ha visto la cancellazione in media del 5-10 per cento del proprio portafoglio-ordini, e prevede che questa volta potrebbe andare peggio. La compagnia ha attualmente un livello record di 275 miliardi di dollari di portafoglio-ordini. In agosto, Boeing ha ricevuto ordini per 38 aerei, contro i 70 di luglio. Circa 27.000 tecnici della società sono entrati in sciopero il 6 settembre.

Gli ordini di macchinari sono calati del 6,2 per cento,  la domanda per metalli è diminuita del 9,3 per cento, maggior calo da aprile 1993. Il calo potrebbe in parte riflettere la forte riduzione di prezzo delle materie prime registrata negli ultimi mesi, poiché si tratta di grandezze espresse in termini nominali. Negli ultimi mesi i produttori manifatturieri statunitensi hanno compensato la debolezza domestica con il positivo andamento degli ordini esteri, resi più competitivi dalla debolezza del dollaro. Oggi, quel sostegno dall’estero è destinato a venir meno per l’indebolirsi delle economie asiatiche ed europee, molte delle quali sono ormai in recessione conclamata.

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