La crisi arriva (ufficialmente) in Europa

I governi europei intervengono per salvare Bradford & Bingley, Fortis e Hypo Real Estate AG, ultime vittime delle onde sismiche che la crisi del credito statunitense sta trasmettendo in tutto il mondo. Il Tesoro britannico ha nazionalizzato Bradford & Bingley, il più grande prestatore ipotecario ai proprietari terrieri del paese, mentre i governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo hanno impegnato 11,2 miliardi di euro per salvare Fortis. La Germania ha concesso un prestito a Hypo.

La stretta creditizia sta colpendo l’economia europea, con la crescita britannica ai minimi da inizio anni Novanta, e le 15 nazioni dell’Area Euro ormai prossime alla recessione anche in senso tecnico. Il rischio di una spirale in cui la crisi di credito e l’economia iniziano ad autoalimentarsi, dando origine ad inasprimenti dei costi di indebitamento ed ulteriore indebolimento dell’espansione è molto elevato.

Per contrastare il collasso della sua maggiore banca, il Belgio procederà ad acquisire il 49 per cento della divisione bancaria belga di Fortis per 4,7 miliardi di euro, mentre l’Olanda pagherà 4 miliardi di euro per un equivalente pacchetto azionario del ramo olandese della banca. Il Lussemburgo farà lo stesso (sempre per competenza territoriale) attraverso un prestito convertibile di 2,5 miliardi di euro.

Bradford & Bingley è stata salvata dopo che la stretta creditizia ne ha reso pressoché impossibile l’operatività: i depositi della banca ammontavano a poco più della metà dei prestiti in essere, creando una pericolosa dipendenza del finanziamento da mercati dei capitali ormai congelati da paura e sospetto. Il Banco Santander, il più grande prestatore spagnolo, pagherà 612 milioni di sterline, inclusa un’infusione di capitale di 208 milioni, per acquisire la rete di 197 filiali ed i 20 miliardi di sterline di depositi di circa 2,7 milioni di clienti. Il governo britannico si farà carico di circa 14 miliardi di sterline per rendere possibile il trasferimento dei depositi della clientela al Santander, e di circa 4 miliardi di sterline per garantire i depositi eccedenti l’importo garantito di 35.000 sterline. In cambio, il governo di Londra avrà diritto ad acquisire gli eventuali incassi derivanti da cessione di asset della banca.

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