L’era glaciale

I tassi di mercato monetario in Europa sono balzati questa mattina al massimo storico, dopo che il Congresso degli Stati Uniti ha respinto il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari, accrescendo i timori di ulteriori insolvenze bancarie. Il tasso interbancario in Euro, noto come Euribor, che le banche si addebitano reciprocamente, è salito per la scadenza a un mese al massimo di 5,05 per cento, secondo dati della Federazione Bancaria Europea. I tassi sugli impieghi a tre mesi in dollari hanno toccato, poco prima delle 11 ora di Londra, il 10 per cento, per poi fissarsi al 6,88 per cento, con un incremento di 4,31 punti percentuali rispetto a ieri.

I mercati monetari sono collassati, e l’attività di trading è praticamente evaporata. Le banche centrali sono l’unico fornitore di liquidità al mercato. La gelata del credito, che spinge le banche verso l’insolvenza, ha spinto i governi statunitense ed europei a salvare cinque banche negli ultimi due giorni, inclsa Dexia, il maggior prestatore agli enti locali, e Wachovia. I tassi di mercato monetario sono saliti anche dopo che ieri la Federal Reserve ha più che raddoppiato la dimensione della linea di credito swap in dollari a beneficio delle banche centrali estere, portandola a 620 miliardi di dollari. La carenza di liquidità è esacerbata dal tentativo delle banche di irrobustire il proprio stato patrimoniale prima della fine dell’anno, astenendosi dal prestare fuori dall’overnight.

Dexia ha ottenuto una iniezione pubblica di capitale per 6,4 miliardi di dollari, come informa un comunicato del premier belga Yves Leterme. Il timore (ma ora sarebbe forse più opportuno definirlo il terrore) delle controparti sta toccando nuovi picchi sui mercati monetari di tutto il pianeta. Ieri le banche hanno ottenuto 15,5 miliardi di euro dalla Bce al tasso overnight di emergenza del 5,25 per cento, mentre nelle ultime due settimane la Bank of Japan ha iniettato oltre 19 trilioni di yen (182 miliardi di dollari) nel sistema finanziario giapponese. Analoghe operazioni sono avvenute da parte degli istituiti di emissione australiano e scandinavi. Il Libor-OIS spread, la differenza tra il tasso a tre mesi sul dollaro e l’overnight indexed swap ha toccato i 233 punti-base, mostrando che la carenza di liquidità è a livelli record. Il TED spread, la differenza tra ciò il Tesoro degli Stati Uniti paga sui propri T-bills a tre mesi, e l’interbancario di pari scadenza era questa mattina a 331 punti-base, dopo aver toccato ieri per la prima volta i 350 punti-base.

Annunci