Wells Fargo o del capitalismo vero

Il matrimonio forzato di Wachovia con Citigroup è sfumato. L´acquirente è invece Wells Fargo, che ha acquisito la banca di Charlotte pagando con azioni proprie per un valore di 15 miliardi di dollari e ha lanciato un segnale importantissimo al mercato e al Congresso: lasciateci lavorare e possiamo farcela da soli.

Wells Fargo non ha chiesto nulla alla Fed, all’ente di tutela dei depositi o al governo federale, al contrario di quanto aveva fatto Citigroup; ha offerto un prezzo minore, ma si è accollata ogni rischio dell’operazione.

L’operazione è importante per un motivo : dimostra quanto fallace sia l’idea che soltanto un intervento statale possa salvare il sistema, di quanto potrebbe addirittura ritardare la ristrutturazione del sistema, fornendo incentivi distorti e false speranze.
In realtà, i compratori esistono, ma sorge il sospetto che la tentazione di scroccare qualche soldo al governo sia, per molte banche, troppo forte. E quindi ecco da parte dei compratori la richiesta di fondi, ecco le operazioni complicate con prestiti a basso costo, la richiesta di garanzie sulle perdite ed altri sussidi.

Per la banca in difficoltà, il “venditore”, è più semplice sostenere che non sia stata l’imprudenza, ma la congiuntura a farla finire nei guai e che l’assenza di un compratore è colpa del “mercato”, non del fatto che si richieda un prezzo troppo elevato.

Per fortuna, Wells Fargo non ricade in nessna delle due categorie e Wachovia ha preferito la soluzione decente. Ci hanno dato un bell’esempio.

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2 Replies to “Wells Fargo o del capitalismo vero”

  1. L’ “esempio” avrebbe senso se il merger arbitrage l’avessero fatto senza soldi o sovvenzioni pubbliche. Invece a quanto pare Wells Fargo avra’ la possibilita’ di non pagare le tasse per un importo corrispondente alle perdite pregresse di Wachovia, grazie a una regola cambiata ad hoc dallo IRS con un tempismo diciamo notevole una settimana fa. Sa un po’ di ripicca del Treasury Department verso la FDIC.

  2. Vero, ma l’esenzione concessa a Wells Fargo è soltanto l’estensione di una regola che già esiste nel codice fiscale americano (ed in generale anche nel rtesto del mondo), non un sussidio specifico. Citi avrebbe invece goduto di una garanzia dall’FDIC per ogni perdita superiore ai 42 miliardi.

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