Per superare la crisi la Fed snobba le banche e si affida ai mercati

La Fed, con l’assistenza del Tesoro, ha annunciato un massiccio programma di acquisto di commercial paper, ossia di cambiali a breve termine emesse direttamente dalle aziende.
Questo mercato è il principale metodo di finanziamento a breve termine per le grandi aziende USA, mentre in Italia, come in gran parte d’Europa, si preferiscono strumenti bancari, come lo scoperto di conto corrente.

La Fed  insomma si prepara a prestare direttamente alle aziende. In questo modo spera  di poter svolgere il compito per cui è stata creata, ossia impedire il blocco dell’economia reale causato dal panico finanziario, senza dover sovvenzionare in maniera ancora piu massiccia,  e sinora inutile, una serie di banche commerciali troppo ossessionate dai propri investimenti andati a male per continuare a fare il proprio lavoro.
La soluzione adottata potrebbe ridurre anche il problema dell’effetto asimmetrico della fornitura di liquidità: se le banche commerciali non sono intenzionate a prestare alle aziende ed a lavorare l’una con l’altra, le iniezioni di liquidità servono a poco o nulla perché non vengono trasmesse all’economia reale.
La maggiore controindicazione è che adesso sarà la Fed, ossia una burocrazia statale, a decidere l’allocazione del credito. Questo genere di intervento e si è sempre rivelato totalmente disastroso, generando distorsioni e favoritismi giganteschi e spesso frenando lo svilpuppo nel lungo periodo; la  speranza è  di poter gestire con prudenza l’applicazoine di un proigramma solo temporaneo e diretto all’acquisto esclusivo di crediti con durata di poche settimane o mesi, emessi dalle maggiori aziende americane.

Il paradosso e l’amara ironia è che non soltanto il sistema parabancario non regolamentato per ora sopravvive meglio di quello regolamentato, ma che persino la Fed, con questa mossa, lo riconosce implicitamente, scavalcando le “proprie” banche, sino ad ora protette e coccolate come indispensabili e rivolgendo le proprie attenzioni direttamente ad un mercato mobiliare.

In gran parte d’Europa l’architettura finanziaria è stata distorta e compressa sino a pochi anni fa, in modo da incentrare sulle banche commerciali ogni tipo di intermediazione finanziaria, impedendo per anni la nascita di mercati come quello della carta commerciale.

Se fossimo nella stessa situazione, insomma, non avremmo un sistema “in presa diretta” per lo scambio di denaro, ma saremmo impantanati nei medesimi drammi descritti da Keynes e visti recentemente in Giappone. Alla faccia della “sicurezza” della regolamentazione.

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