Bond bancari, perché no?

A tutti quelli che lavorano nel settore finanziario sarà sicuramente capitato di esser bersagliati nelle ultime settimane dalle domande più incredibili di quanti (amici e parenti) sono legittimamente spaventati dalla situazione sui mercati. Anche a chi scrive è quindi toccato l’ingrato compito di andare a curiosare in fogli sgualciti con l’estratto del conto titoli (spesso altrettanto sgualcito), ed è rimasto realmente sorpreso nello scoprire un incredibile sottobosco di emissioni di istituti bancari collocati ai clienti: ovviamente parenti e amici erano preoccupati riguardo al prezzo del titolo oggi, mentre noi guardavamo stupefatti le condizioni incredibilmente fuori mercato a cui questi titoli sono stati in moltissimi casi emessi.

Inutile dire che trattasi quasi sempre di emissioni retail, di piccole dimensioni, prive di rating e non quotate.  La cosa sorprendente sono in realtà i livelli di spread riconosciuti al sottoscrittore: si parla molto spesso di “Libor meno” qualcosa, anche per emissioni relativamente recenti quando il funding cost degli istituti finanziari sul mercato istituzionale era nettamente più elevato. Ci siamo poi resi conto che il prender coscienza di esser stati gabbati in sede di scelta dell’investimento scotta molto meno all’investitore finale rispetto all’idea di sopportare elevate perdite assolute: spesso ci siamo sentiti rispondere infatti “Beh ok, ma ora che devo fare, devo vendere/svendere? E’ rischiosa questa roba?

Con la garanzia più o meno esplicita del governo che apre la strada ad un agevole rifinanziamento della carta in scadenza, in piena coscienza ci siamo sentiti di tranquillizzare quanti si ritrovano in mano queste emissioni (a patto di parlare di titoli senior, ovviamente) pur con la piena consapevolezza che ovviamente la garanzia non è retroattiva e il rischio di credito su quei titoli rimane comunque presente: ma perché mai una banca, cui viene di fatto garantita la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati, dovrebbe decidere di “fallire” nel rimborso di un prestito obbligazionario in scadenza nell’intervallo di tempo coperto dalla garanzia? Fidandoci più di questo ragionamento che delle generiche rassicurazioni sul fatto che nessuna banca fallirà noi continuiamo a ritenere i senior bond bancari con scadenze relativamente brevi come un’interessante opportunità di investimento ai livelli correnti.

Non riusciamo però a fare a meno di stupirci di come sia stato possibile collocare fino a pochi mesi fa questi strumenti a rendimenti prossimi ai titoli di stato a risparmiatori che se non fosse stato per la grande paura non si sarebbero mai nemmeno fatti venire un dubbio circa la bontà del loro investimento.

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2 Comments

  1. Questo post dimostra ad abundantiam quanto bisogno vi sia di una consulenza finanziaria realmente indipendente. Purtroppo ad oggi le banche hanno efficacemente fatto lobbying per frenarne lo sviluppo.

  2. Verissimo: l’arrivo anche nel nostro Paese di una consulenza finanziaria “professionale” e realmente indipendente sarebbe un importante passo avanti verso la “normalizzazione” di un Pease che conosce una inquitante relazione inversa tra capacita’ di risparmio e qualita’ nella gestione del risparmio stesso.Il problema grosso pero’, oltre che ovviamente nel modello distribuitivo, risiede nello scarsissimo livello di cultura finanziaria di base. Lo stesso cliente che nononstante tutte le vessazioni cui e’ sottoposto continua a nutrire cieca fiducia nel “suo” Direttore di banca, avrebbe ancora grosse remore nel pagare un servizio di consulenza finanziaria: in fondo al cuore il signor Rossi non vuole qualcuno che gli spieghi che sui mercati non esistono pasti gratis e che e’ indispensabile sempre valutare l’adeguato rapporto rischio/rendimento. Nel suo intimo il nostro signor Rossi vuole rimaner convinto che esista “il titolino buono” che verra fuori nella chiacchera al bar di fronte al caffe. Di fatto questo e’ stato quello che gli e’ sempre stato fatto credere. E’ piu’ “comodo” credere/sperare nella dritta da bar sul titolo buono che convincersi della bonta di un buon servizio di consulenza all’investimento. Con l’evidente vantaggio che la dritta da bar e’ anche gratis…

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