Stati Uniti – Contrazione nel terzo trimestre

L’economia statunitense ha sofferto nel terzo trimestre la maggior contrazione dal 2001. Il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,3 per cento su base annualizzata, contro attese poste a meno 0,5 per cento. Ieri, la Federal Reserve ha tagliato il tasso sui Fed Funds di mezzo punto percentuale per la seconda volta nel mese di ottobre, ammonendo su ulteriori rischi al ribasso per la congiuntura. La flessione del pil segue l’anomala espansione del 2,8 per cento nel secondo trimestre. Quella di oggi è la prima stima del pil del terzo trimestre, e sarà seguita da due revisioni, in novembre e dicembre, quando ulteriori dati saranno resi disponibili.

Tra le componenti del pil, la spesa dei consumatori è calata del 3,1 per cento annualizzato, prima flessione dal 1991 e la maggiore dal 1980: la stima di consenso ipotizzava un calo del 2,4 per cento. Il calo del 6,4 per cento nella spesa per beni non-durevoli, quali sono tipicamente alimentari ed abbigliamento, è la peggiore dal 1950. Anche il taglio in investimenti aziendali e progetti di costruzioni residenziali ha contribuito alla contrazione, mentre il restringimento del deficit commerciale e ed una minore flessione delle scorte hanno evitato che la flessione del pil fosse maggiore. Escludendo queste due categorie, il calo del pil sarebbe infatti stato dell’1,8 per cento annualizzato, peggior risultato dal 1991. Anche i consumi governativi hanno contribuito a frenare la contrazione, con un incremento annualizzato del 5,8 per cento, all’interno del quale spiccano il più 13,8 per cento di incremento nei consumi federali e del 18,1 per cento nella difesa nazionale. Il settore pubblico ha contribuito 1,1 5 punti percentuali alla crescita del pil, contro lo 0,78 per cento del secondo trimestre.

Il deflatore del prodotto interno lordo è stato del 4,2 per cento (contro stime per una crescita del 4 per cento), il maggiore degli ultimi 17 anni, e su di esso ha verosimilmente influito il calo dei prezzi all’importazione (che entrano nel calcolo del deflatore del pil con relazione sottrattiva) indotto soprattutto da petrolio ed altre materie prime.

Di rilievo la contrazione del reddito personale disponibile espresso in termini reali, che è stata pari all’8,7 per cento contro un aumento dell’11,9 per cento nel secondo trimestre. La variazione in dollari correnti è stata negativa per il 3,7 per cento, a fronte di un aumento del 16,7 per cento nel periodo aprile-giugno. Il calo del reddito personale disponibile nel terzo trimestre riflette il pattern dei rimborsi fiscali derivanti dall’Economic Stimulus Act del 2008, che hanno aggiunto 61,5 miliardi di dollari (a passo annualizzato) al reddito personale disponibile del terzo trimestre, a fronte di 311,6 miliardi aggiunti nel secondo trimestre.

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