Citigroup, salvataggio continuo

Citigroup otterrà la garanzia del governo federale su 306 miliardi di cartolarizzazioni dissestate ed altri asset tossici riportati a bilancio, secondo quanto deciso da un piano per stabilizzare la banca, che la scorsa settimana ha perso il 60 per cento della propria capitalizzazione azionaria. Citigroup otterrà anche un’infusione di liquidità per 20 miliardi di dollari dal Tesoro, in aggiunta ai 25 miliardi ricevuti il mese scorso attraverso il TARP. In cambio di liquidità e garanzie, il governo otterrà 27 miliardi di dollari in azioni privilegiate che pagheranno un dividendo dell’8 per cento.

L’azione Citigroup ha perso quest’anno l’83 per cento del proprio valore, e la scorsa settimana è scesa sotto i 5 dollari per la prima volta dal 1995. La banca, che due anni fa era la più grande per capitalizzazione, è scivolata al quinto posto dopo aver accumulato in quattro trimestri consecutivi perdite per 20 miliardi di dollari.

Le azioni privilegiate saranno emesse con un warrant che darà la facoltà di comprare 254 milioni di azioni Citigroup a 10,61 centesimi l’una, consentendo ai contribuenti di partecipare ad un eventuale rally azionario successivo all’investimento governativo. In realtà, l’elevato prezzo di esercizio dei warrant (che rappresenta la media delle quotazioni degli ultimi dieci giorni) avrà l’effetto di limitare la diluizione degli attuali azionisti. Citigroup dovrà limitare il proprio dividendo trimestrale a 1 centesimo ad azione, contro i 16 centesimi pagati questo trimestre.

Secondo i termini dell’accordo, Citigroup dovrà sostenere i primi 29 miliardi di dollari di perdite sul pool di 306 miliardi, in aggiunta agli accantonamenti già effettuati. Dopo tale soglia, il governo coprirà il 90 per cento delle perdite, e Citigroup il 10 per cento. A differenza dei salvataggi di Bear Stearns e di AIG, nessun cambiamento di management verrà effettuato, il che è piuttosto incomprensibile, vista la situazione di Citigroup.

La scorsa settimana la banca ha emesso un comunicato in cui enfatizza la propria forte posizione di liquidità e base di capitale. In realtà, Citigroup possiede 1100 miliardi di dollari di attivi fuori bilancio, a fronte di un bilancio di 2200 miliardi e la sua base di depositi, fortemente internazionalizzata, presenta criticità derivanti dalla copertura assicurativa in giurisdizioni diverse dagli Stati Uniti, circostanza che potrebbe determinare una corsa agli sportelli delle controllate estere. Il salvataggio, quindi, oltre che potenzialmente dannoso per i contribuenti americani, rischia di non essere risolutivo, data la mole di attivi fuori bilancio che Citi possiede, e che amplificano il suo leverage totale.

Annunci