I più letti nel 2008 su Macromonitor

  1. Le obbligazioni ad alto rendimento;
  2. Cosa sono i credit default swaps;
  3. Obbligazioni ad alto rendimento: junk si nasce o si diventa?;
  4. Assicurazioni dolenti;
  5. La crisi delle borse: che sta accadendo?;

Ai lettori un ringraziamento e l’augurio di buon 2009.

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Asia, derivati di copertura in calo?

Un piccolo puzzle dall’Asia: la domanda per prodotti di copertura dalle fluttuazioni di cambi e commodities sarebbe in calo proprio mentre la volatilità sui mercati è in aumento e quindi tali prodotti sarebbero sempre più utili per proteggere il bilancio delle aziende strutturalmente esposte a tali fluttuazioni.

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Barlumi

Negli Stati Uniti, il dato sulla spesa per consumi personali in novembre, pubblicato la vigilia di Natale, mostra un calo dello 0,6 per cento in termini nominali. Un dato certamente non positivo, ma forse destinato a contribuire ad una spesa per consumi del quarto trimestre meno disastrosa del previsto. Utilizzando la stima dei primi due mesi del trimestre, si otterrebbe infatti un calo della spesa reale per consumi personali nel quarto trimestre del 2,9 per cento, su base annualizzata. E’ verosimile che altri componenti del Pil, soprattutto gli investimenti, saranno molto deboli nel quarto trimestre, ma occorre considerare che l’attuale stima di consenso del Pil nel trimestre, pari a meno 5 per cento annualizzato, è basata su un calo della spesa dei consumi dell’ordine del 4-4,5 per cento. Quindi, se la tendenza dei primi due mesi del trimestre sarà confermata, e se non vi saranno crolli di altre componenti del Pil, è verosimile attendersi una revisione al rialzo del Pil del quarto trimestre, nel senso di una contrazione minore del previsto. Visti i tempi che corrono, bisogna farsi andar bene anche questo.

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Luci spente in Cina

Le statistiche cinesi sono spesso poco affidabili, ma il numero di indicatori che puntano ad una brusca decelerazione delal crescita stanno aumentando, sino a far temere ad alcuni un declino di lungo periodo sia per la nazione asiatica che per l’economia globale. Ancora più temiible del calo delle riserve valutarie è quello della produzione di energia elettrica: il calo del 9% in Novembre non è compatibile con una semplice decelerazione fisiologica della crescita, ma indicherebbe un vero e proprio crollo della produzione industriale ed il passaggio a tassi di crescita decisamente inferiori a quelli degli ultimi anni.
Buona parte della crescita cinese è reale, ma una frazione rilevante è sicuramente frutto della bolla speculativa derivante dalla politica monetaria americana e dal “dumping valutario” cinese implicito nello schema di “finanziamento alla vendita” macroeconomico sostenuto da una decina d’anni.

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Autointossicazione o modello da imitare?

La divisione banca d’investimento del Credit Suisse Group ha scoperto un nuovo modo per ridurre il rischio di perdite derivanti da circa 5 miliardi di dollari di proprie obbligazioni e prestiti: usarli per pagare i bonus di fine anno dei dipendenti. La banca userà le cartolarizzazioni su immobili commerciali ed i leveraged loans, alcuni tra i titoli accusati di aver causato la peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione, per finanziare i compensi dei dirigenti. La nuova policy si applica solo ai managing directors ed ai directors, le due prime linee gerarchiche della banca. La platea interessata all’iniziativa è stimata nell’ordine di alcune migliaia di dipendenti. Secondo il Chief Executive Officer della banca, Brady Dougan, e della divisione banca d’investimento, Paul Calello, questa iniziativa rappresenterà un punto d’equilibrio tra gli interessi di dipendenti, azionisti e regolatori, ed aiuterà la banca a posizionarsi correttamente per il 2009. I titoli verranno posti in un apposito veicolo d’investimento, di cui i dipendenti interessati all’erogazione riceveranno titoli. In caso gli attivi conferiti al veicolo dovessero subire svalutazioni e perdite, i bonus verranno quindi colpiti per primi.

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Sempre più vicini alle porte di Tannhauser

Il grande critico dei salvataggi bancari Willem Buiter è convinto che le Banche Centrali  abbiano un metodo drastico, ma radicale per risolvere il maggiore problema del sistema dei pagamenti, l’unico di cui si dovrebbero veramente preoccupare: l’assenza di liquidità nel mercato del prestito interbancario e l’elevato livello del tasso Libor a 3 mesi, il benchmark per tale mercato. Buitler vorrebbe  che le Banche centrali diventassero, di fatto, dealer sul mercato e fornitori diretti di liquidità sino a scadenze trimestrali.

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