Stati Uniti – Indice ISM manifatturiero ai minimi da 26 anni

La manifattura statunitense si è contratta in novembre al passo più rapido da 26 anni. L’indice ISM manifatturiero è infatti calato al livello di 36,2, minimo dal 1982. Come noto, il livello di 50 segna lo spartiacque tra espansione e contrazione. Simili indici rilevati per Cina, Regno Unito, Area Euro e Russia segnano nuovi minimi storici, suggerendo che il rallentamento potrebbe essere più sincronizzato di quanto previsto, e preparando la strada a nuove alluvioni di liquidità previste per i prossimi giorni. Le stime di consenso ipotizzavano un valore dell’indice a 37.

L’indice manifatturiero cinese è sceso al livello destagionalizzato di 38,8, da 44,6 in ottobre, mentre l’indice dei 15 paesi dell’Area Euro è sceso al livello di 35,6, minimo dall’inizio delle rilevazioni di questa serie, nel 1998. L’indice russo è sceso a 39,8, quello britannico a 34,4, anche qui minimo dall’inizio delle rilevazioni, nel gennaio 1992.

Riguardo l’indice statunitense, la componente riferita ai nuovi ordini di fabbirca è calata al livello di 27,9, minimo dal 1980, da 32,2 di ottobre. La misura di produzione è scesa a 31,5 da 34,1. L’indice dei prezzi pagati è crollato al livello di 25,5 da 37, minimo da sessant’anni, soprattutto per effetto del crollo dei prezzi dell’energia. L’indice dell’occupazione è calato da 34,6 a 34,2. Da inizio anno l’economia ha perso 1,2 milioni di posti di lavoro.

La debolezza del settore manifatturiero, pur diffusa, trova nel settore auto l’area di più acuta crisi, esacerbata dalla stretta creditizia in atto.

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