Cina – Cala l’export, ma il surplus commerciale aumenta

L’export cinese è diminuito in novembre per la prima volta in sette anni, ulteriore conferma che la recessione di Stati Uniti, Europa e Giappone sta condizionando la quarta economia del pianeta. L’export è diminuito del 2,2 per cento rispetto a novembre 2007, mentre le importazioni sono crollate del 17,9 per cento, spingendo quindi il surplus commerciale mensile al record di 40,09 miliardi di dollari.

Il calo dell’export aumenta la pressione sui dirigenti cinesi per tagliare ulteriormente i tassi d’interesse, incrementare il pacchetto di stimolo di di 4000 miliardi di yuan (circa 581 miliardi di dollari) già deliberati  e consentire il deprezzamento dello yuan, come sembra suggerire il forte movimento di deprezzamento contro dollaro avvenuto lo scorso 1 dicembre. L’export cinese è quadruplicato dopo l’ingresso del paese nella WTO, nel 2001.

Le importazioni sono diminuite per effetto del calo dei prezzi delle materie prime e della debolezza nella manifattura e nelle costruzioni, che hanno ulteriormente depresso la domanda di materiali di base. Nel mese di ottobre, per contro, l’export era aumentato del 19,2 per cento e l’import del 15,6 per cento.  Dal picco di settembre, il tasso-chiave sui prestiti a un anno è sceso dal 7,47 al 5,58 per cento, mentre la People’s Bank of China ha anche eliminato il sistema di quote che contingentavano gli impieghi delle banche.

L’economia cinese è cresciuta nel terzo trimestre al passo annualizzato del 9 per cento, il ritmo più debole degli ultimi cinque anni. Come noto, il governo ha un target di crescita del Pil pari all’8 per cento annuo e la creazione di 10 milioni di posti di lavoro, per mantenere il mercato del lavoro in equilibrio e disinnescare il rischio di forti tensioni sociali. I dati del mese scorso mostrano anche che l’inflazione alla produzione è stata la minore da due anni, mentre l’investimento diretto estero ha segnato un calo del 36,5 per cento su base annua.

Circa la metà dei produttori cinesi di giocattoli (un’industria localizzata in prevalenza nella provincia del Guangdong) hanno chiuso l’attività quest’anno. In molti casi le chiusure hanno causato disordini e scontri di piazza.

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