Bund? No grazie

La prima asta di titoli di Stato tedeschi si è conclusa con un fiasco  clamoroso: soltanto l’87% per cento dei titoli in offerta è stato acquistato,  persino al prezzo minimo d’asta. Si tratta di un pessimo segnale per i grandiosi piani di stimolo dell’economia tramite deficit, se persino il primo della classe non ce la fa?

 Il governo tedesco è probabilmente il più sicuro emittente governativo in circolazione, fiscalmente prudente e molto attento a non eccedere nella spesa, eppure non riesce a collocare il proprio debito persino in un momento dove le sue qualità di “porto sicuro” dovrebbero essere molto ricercate.

Cosa succederà a nazioni europee meno disciplinate, oppure agli USA, soprattutto nel caso che i cinesi non abbiano o non vogliano continuare a sottoscrivere T-notes?

Una interpretazione più ottimistica viene portata da alcuni trader, che fanno notare come l’offerta di titoli austriaci e irlandesi stia andando abbastanza bene; il problema non sarebbe sistemico, quindi, ma legato alla scarsa remunerazione del Bund: il  panico di fine anno e lo spettro della deflazione avrebbero portato ad un crollo dei titoli più solidi  tale da renderli inappetibili anche ai più cauti.

Annunci