Buone notizie dalla Fed, cattive notizie da tutto il resto

Il bilancio della Fed ha finalmente smesso di crescere e mostra un piccolo declino, il primo dopo anni di aumenti e soprattutto dopo l’esplosione degli impieghi, una esplosione dovuta agli acquisti di titoli più o meno tossici per supportare la liquidità del settore bancario.  Fuori dalle mura della Banca Centrale, gli USA continuano a mostrare segnali preoccupanti.

Dopo le buone notizie, ecco le brutte dagli USA (disoccupazione a parte): il settore finanziario sembra essere meno ansioso di scaricare crediti sulle spalle della Fed, ma nell’immobiliare non sarei sicuro che la crisi sia passata: di fronte ad una relativa stabilizzazione del settore residenziale, il tornado sembra essersi spostato sul settore commerciale ed industriale, sinora bene o male sopravvissuto allo tsunami creditizio: gli insoluti nel settore immobiliare commerciale e il numero di spazi sfitti stanno salendo bruscamente.

D’altronde, il settore industriale comincia ora a subire gli effetti del relativo calo dei consumi, evidenziato dal traffico portuale americano ai minimi da 4 anni. La situazione viene ovviamente esacerbata dal taglio del credito anche in settori vitali ed in precedenza inondati di liquidità, quale il finanziamento al commercio internazionale.

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