In caso non riusciste a prendere sonno

Pensate a questi numeri: secondo un’elaborazione di Merrill Lynch, oggi il mercato dei credit default swap su debito sovrano (quello dei singoli stati, detto in modo meno aulico), sta prezzando una probabilità del 18 per cento di un default della Grecia entro i prossimi cinque anni. Per l’Irlanda siamo al 15 per cento, per l’Italia al 14. La Germania è al 4 per cento e il Regno Unito al 10 per cento. Naturalmente questi dati non sono Sacre Scritture, ma semplicemente inferenze numeriche del valore assunto da un contratto di assicurazione su un evento catastrofico. Le probabilità di insolvenza dell’economia dell’Eurozona restano comunque piuttosto remote, sia per l’improbabilità di una fuga dall’euro, sia perché il manifestarsi di rischi di default di singoli membri di Eurolandia determinerebbe l’intervento di sostegno degli altri paesi, almeno per evitare il peggio nel breve periodo. Ciò tuttavia non esclude il rischio di declassamenti di rating di singoli paesi, come dimostra il downgrade di oggi della Grecia, o il creditwatch con implicazioni negative in cui Standard&Poor’s ha posto di recente Irlanda e Spagna.

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R.I.P. Nortel: da 400 miliardi a zero in 8 anni

La società canadese Nortel ha richiesto l’amministrazione controllata per buona parte delle proprie controllate americane il giorno prima del pagamento di una cedola da 107 milioni di dollari.
La società, che produce componenti di infrastrutture per telecomunicazioni, era una delle beniamine globali ai tempi delle dot com: nella metà 2000 la capitalizzazione di borsa era arrivata a 360 miliardi di dollari canadesi, equivalente al 35 per cento del listino di Toronto. Ieri era di 190 milioni.

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