E’ tempo di corporate?

Dopo un 2008 da dimenticare, il 2009 è partito con il botto per il mondo del credito; il comparto delle obbligazioni ad alto rendimento ha guadagnato in appena due settimane circa il 7% risultando tra le migliori asset class in assoluto in questo inizio anno. Importanti flussi di acquisti sono tornati dopo moltissimi mesi sul mercato delle obbligazioni societarie: il motivo di tanta euforia balza subito all’occhio quando si guarda ai livelli di spread astronomici  e ai prezzi stracciati dove moltissimi di questi titoli sono stati spinti dal violentissimo credit crunch che ha investito il mondo finanziario negli ultimi mesi.

Spread così larghi consentono di guardare con cauto ottimismo al mondo dei corporate bond, visto che i livelli di mercato scontano scenari peggiori delle più cupe previsioni: frantumati di volata i record storici,  la attuali quotazioni incorporano delle aspettative quasi catastrofiche per il prossimo futuro. Pur riconoscendo l’eccezionalità della situazione, su questi livelli la scelta di tornare a valutare un investimento nel mondo del credito appare sicuramente razionale. Va però sottolineato in maniera molto forte e decisa come proprio un momento così delicato impone una ferrea disciplina d’investimento per poter scommettere in maniera adeguata e consapevole sul comparto del credito.

Selettività e diversificazione sono quindi le parole d’ordine che devono guidare le scelte d’investimento. Se si scende nella  qualità del credito alla ricerca di extrarendimento, la selettività da sola non appare più sufficiente:  in un panorama con tassi di default in rapidissima ascesa, l’unico modo per poter beneficiare dell’eventuale differenza tra fallimenti prezzati dal mercato e fallimenti effettivamente realizzati è quella di avere una elevata diversificazione: per un portafoglio investment grade possono bastare una quindicina di nomi, mentre per gli amanti del rischio che decidessero di guardare alle opportunità nel mondo  dei Junk Bond è essenziale ragionare con un ordine di grandezza non inferiore a 50 emittenti.

Gli spread sono elevatissimi, l’opportunità appare ghiotta ma nei prossimi due anni ci sarà da soffrire molto, con una forbice amplissima tra le performance dei buoni e cattivi. Non è quindi il momento di far gli eroi e lanciarsi nel fai da te costruendo un mini portafoglio di corporate bond: il coraggio va trovato nella decisione allocativa di investire nel mondo del credito, e gia di coraggio ce ne vuole molto, visti i tempi che corrono. Presa la decisione, appare quanto mai opportuno affidarsi a strumenti quali fondi comuni, ETF o qualunque altro strumento che garantisca liquidità e diversificazione. Per chi è disposto a correr qualche rischio scommettendo sul credito, la ricompensa  potrebbe esser  davvero interessante a patto di giocare  la partita in maniera ottimale, ovvero evitando la concentrazione del rischio.

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