Stati Uniti – La maggior contrazione del Pil da 26 anni

L’economia statunitense si è ristretta nel quarto trimestre 2008 per effetto del peggior calo dal Dopoguerra della spesa dei consumatori, una tendenza destinata a proseguire nei prossimi mesi. La contrazione annualizzata del 3,8 per cento negli ultimi tre mesi dell’anno scorso è stata inferiore alle attese solo grazie ad un accumulo involontario di scorte, non esattamente una buona notizia. Senza il balzo delle giacenze di magazzino il calo sarebbe stato del 5,1 per cento. Un report separato pubblicato oggi ha mostrato che i costi del lavoro sono cresciuti nel quarto trimestre al passo più lento da almeno un decennio, dopo che le imprese hanno limitato la crescita retributiva ed i benefit. Le stime di consenso ipotizzavano una contrazione dell’economia statunitense del 5,5 per cento annualizzato.

La spesa dei consumatori, che rappresenta oltre due terzi dell’economia americana, è diminuita al passo annualizzato del 3,5 per cento, dopo il meno 3,8 per cento del terzo trimestre. E’ la prima volta dall’inizio delle rilevazioni di questa serie storia, nel 1947, che i consumi calano di oltre il 3 per cento per due trimestri consecutivi, mentre il calo del Pil per due trimestri consecutivi (nel terzo trimestre la flessione annualizzata era stata dello 0,5 per cento) avviene per la prima volta dal 1991. Per l’intero 2008 l’economia è cresciuta dell’1,3 per cento. Il deflatore del Pil è calato dello 0,1 per cento annualizzato nel trimestre, massima flessione dal 1954, di riflesso al crollo dei prezzi delle materie prime. L’indice di prezzo della spesa per consumi personali al netto di alimentari ed energia,utilizzato dalla Fed per monitorare le pressioni sui prezzi, è cresciuto dello 0.6 per cento, il minimo dal 1962. In termini nominali, il Pil è calato del 4,1 per cento, massimo dal primo trimestre del 1958.

Il calo dell’investimento residenziale ha accelerato facendo segnare un meno 24 per cento annualizzato, dopo la flessione del 16 per cento del terzo trimestre. Il forte rallentamento nella domanda globale indica che è improbabile che l’export possa contribuire significativamente alla crescita nel 2009: la crescita mondiale quest’anno sarà dello 0,5 per cento, la più debole dal Dopoguerra, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale pubblicate il 28 gennaio. Le esportazioni nette hanno aggiunto solo lo 0,1 per cento alla crescita, contro l’1,05 per cento del terzo trimestre.

Le scorte sono cresciute al passo annualizzato di 6,2 miliardi di dollari nel quarto trimestre, primo incremento da oltre un anno. Il loro contributo alla crescita (pari all’1,32 per cento) è stato il maggiore dal quarto trimestre del 2005. In sostanza, il crollo dei consumi ha determinato un accumulo involontario di scorte, che causerà nei prossimi mesi un ulteriore taglio della produzione. Le vendite finali interne, grandezza che si ottiene sottraendo al Pil la variazione delle scorte, è stato pari a meno 5,1 per cento. Lo stesso dato, riferito al terzo trimestre, è stato pari a meno 1,34 per cento. Di rilievo, nell’ambito dei consumi di beni durevoli, la sottrazione alla crescita causata dalla crisi dell’auto: la produzione di veicoli a motore toglie al Pil il 2,04 per cento.

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