In trappola

Il governo federale si appresterebbe ad assorbire le perdite a cui AIG andrà incontro sui credit default swaps. Considerando che la società ha venduto protezione su oltre 300 miliardi di dollari di capitale nozionale (stima per difetto?) e che, in caso di default del credito sottostante, il venditore di protezione deve pagare all’acquirente il controvalore del nozionale, questo rischia di essere la materializzazione della più catastrofica contingent liabilty che mai si sia abbattuta sul bilancio federale statunitense. Un evento quasi scontato, a meno di causare il default verso le controparti (anche e soprattutto estere) di una entità ormai controllata dal governo degli Stati Uniti. Come direbbe qualcuno: be scared. Be very, very, scared.

L’impensabile – il Giappone ha un deficit commerciale

I dati sull’export giapponese sembrano arrivare da una realtà parallela: le esportazioni di Gennaio sono scese ad un tasso annualizzato del 48% . Come risultato, Tokio ha ora un deficit commerciale di 10 miliardi, il più ampio da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 1980.

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L’insostenibile leggerezza del rating

Secondo le elaborazioni di questo sito, General Electric (che fruisce, tramite GE Capital, dei fondi del TARP) aveva, al 31 dicembre scorso, un tangible common equity di 5 miliardi di dollari, 9 in meno del trimestre precedente. Ciò significa che il suo leverage, cioè il quoziente tra tangible assets e tangible common equity era giunto allo psichedelico valore di 140, da 54 che aveva al 30 settembre. General Electric oggi quota intorno a 11 dollari, che vuol dire un calo dell’81 per cento dal massimo storico di tutti i tempi, segnato nel 2000, e del 36 per cento da inizio anno.

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Aziende d’azzardo

Pare che un altro degli effetti collaterali dell’eccesso di liquidità e credito in cui il mondo si è cullato negli ultimi anni sia l’aumentata propensione delle imprese non finanziarie a giocare con la finanza. Mentre in Polonia un numero crescente di aziende si dirige inesorabilmente verso il dissesto per aver speculato sul rialzo dello zloty contro euro (le cose sono andate piuttosto diversamente, come sappiamo), è di oggi la notizia che, dietro al già di per sé sospetto incremento del credito in Cina vi sarebbe l’investimento azionario.

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