Il rally che non lo era

Appunti della scorsa settimana di David Rosenberg, il bravo chief economist di Merrill Lynch che sta per lasciare la compagnia e tornare a casa, in Canada:

«L’indice S&P 500 è cresciuto del 7,1 per cento lunedì scorso. Non avevamo un giorno così dal…24 novembre. E prima di allora…dal 21 novembre! E prima di allora…dal 13 novembre! E prima di allora…chi può scordarsi del 28 ottobre (ricordate quel balzo del 10,8 per cento)? E prima di allora…il 13 ottobre! E prima di allora…il 30 settembre. Questa è la quindicesima volta negli ultimi sei decenni che abbiamo visto un rialzo di oltre il 5 per cento nello S&P500, e tutti si sono verificati in un bear market (2007-09; 2001-02) o subito dopo il crash azionario dell’ottobre 1987. In realtà, due terzi di quei rialzi superiori al 5 per cento si sono verificati in questo bear market!»

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Se l’avvoltoio apprezza, allora c’è speranza

Wilbur Ross, decano dei vulture investors, ossia degli investitori in aziende fallite, apprezza il piano governativo per i costruttori di automobili , soprattutto quando si parla della possibilità di una bancarotta “preparata”, ossia quello che in Italia sarebbe un concordato preventivo con i creditori e con nuova finanza già disponibile; in particolare.

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La Spagna al salvataggio delle Cajas, banche di Stato al centro della bolla immobiliare.

Il governo spagnolo e la banca di Spagna hanno iniziato oggi il primo salvataggio di una banca spagnola dall’inizio della crisi: si tratta di Caja Castilla la Mancha,  alla quale il governo e la Banca di Spagna presteranno sino a 9 miliardi di euro.

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