Gazprom, le crepe nella diga: le vendite crollano di un quinto

Sic transit gloria mundi. Gazprom, il monopolista del gas russo,  veniva considerato soltanto un anno fa sulla buona strada per diventare l’azienda energetica più grande al mondo per capitalizzazione, il gioiello sulla corona di una Russia risorta dalle proprie ceneri sino al punto di scatenare una guerra contro un ex-vassallo troppo bizzoso. Coloro che si preoccupavano dell’eccessivo indebitamento dei capitani d’industria moscoviti  e dell’inflazione rampante  venivano derisi come disfattisti. Negli ultimi mesi , il credit crunch ha devastato le fortune dei miilardari, le riserve vlautarie si riducono, il rublo è collassato ed oggi   Gazprom ha dovuto annunciare che prevede che il volume di gas venduto nel 2009 accuserà in calo di un devastante 22 percento.  Pessime notizie, chje si aggiungono ad una lista troppo lunga, per una nazione dove persino le aziende statali stanno dichiarando fallimento.

“Fosche previsioni per Gazprom, che nel 2009 esporterà non più di 140 miliardi di mc di gas, il 21,8% in meno rispetto ai 179 miliardi di mc dell’anno scorso. Il vice-presidente del gruppo russo, Alexander Medvedev, ha dichiarato oggi che una consistente riduzione si registrerà anche sul fronte dei prezzi. ” (da Quotidiano Energia)

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