Regno Unito – Rischio disastro fiscale

Lo scorso 22 aprile il Cancelliere dello Scacchiere (equivalente al ministro del Tesoro), Alistair Darling, ha presentato il bilancio annuale britannico. Il Tesoro si attende una contrazione dell’economia del 3,5 per cento quest’anno ed un rimbalzo pari all’1,25 per cento nel 2010. Stima peraltro in contrasto con quella del Fondo Monetario Internazionale, che prevede per il 2009 una calo del Pil del 4,1 per cento e dello 0,4 per cento l’anno prossimo. Le nuove proiezioni del governo di Londra ipotizzano un deficit cumulativo di 703 miliardi di sterline nei cinque anni fiscali fino ad aprile 2014, rispetto ai 434 miliardi previsti in novembre. Il deficit di bilancio previsto per quest’anno, pari al 12,4 per cento del Pil, sarebbe il peggior risultato dei conti pubblici in tempo di pace da oltre un secolo.

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Sussidiomanzia

Secondo l’economista Robert Gordon, la media mobile a quattro settimane dei sussidi iniziali di disoccupazione rappresenterebbe un robusto indicatore anticipatore di svolta del ciclo economico. Nelle precedenti recessioni questo dato ha toccato il picco circa quattro settimane prima che l’economia segnasse il punto di minimo ciclico e riprendesse a crescere. Probabilisticamente, tuttavia, la media mobile deve calare di almeno 20-40.000 unità dal picco per produrre esiti fausti. Col dato di oggi, la flessione è di solo 8500 unità, quindi attendete ad entusiasmarvi, a meno che non siate il mercato azionario, che in questo periodo pare di ottimo umore, oltre che al teflon. Prossima settimana, i tarocchi.

David Copperfield è un dilettante

Stellare performance del primo trimestre per Goldman Sachs, che ha letteralmente stracciato le stime di consenso sugli utili attesi. Con un impressionante contributo del trading su reddito fisso, materie prime e valute, l’utile netto del trimestre tocca 1,8 miliardi di dollari, più 20 per cento sullo stesso trimestre dello scorso anno: il doppio delle stime di consenso, pari a 3,39 dollari per azione, contrio attese per 1,59 dollari. Occhio a questo numero, ci servirà tra poco. La società procede ad un aumento di capitale per 5 miliardi di dollari, che contribuirà al rimborso dei 10 miliardi ottenuti dal TARP (l’altra metà verrà presumibilmente da utili non distribuiti). Tutto bene, quindi? Quasi, perché il diavolo si nasconde nei particolari.

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Ossigeno per bolle: il LIBOR a 1 mese sotto l’1%

Il Libor a 1 mese ha appena fatto fixing all’1%, riflettendo finalmente gli sforzi delle banche centrali d’inondare di liquidità il mercato stampando moneta come se non ci fosse un domani.
Rimane da scegliere se ci dobbiamo ancora preparare allo scenario di una deflazione giapponese o se assisteremo, come più volte negli ultimi anni, al gonfiarsi dell’ennesima bolla, in chissà quale angolo del mercato finanziario, grazie all’eccesso di liquidità pompato nel sistema.

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Dove eravamo rimasti

La Borsa di Tokio in lieve ribasso, il resto delle asiatiche stabili o in rialzo. Indici europei del credito in apertura positiva e CDS su singoli emittenti posizionati per una probabile apertura positiva. Goldman e Wells Fargo suonano note positive, ma parliamo della banca meglio gestita degli USA e di quella meglio ammanicata del pianeta: solo i risultati dei prossimi giorni diranno se sono rondini che possono fare primavera.

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