Credit Closing Time

Visto l’andamento delle Borse, ci si sarebbe onestamente attesi di più – L’indice Itraxx Main ha speso l’intera giornata cercando di rientrare al ribasso, nonostante l’ottimismo del mercato azionario, chiudendo a 153bp. La dinamica del mercato è stata tuttavia complessa.

L’inversione di tendenza di Wall Street vendica forse l’atteggiamento più prudente degli operatori nel mercato del credito. Di quelli attivi sui derivati, perlomeno: il settore delle emissioni obbligazionarie tradizionali, il cosiddetto “cash”, infatti, non sembra risentire della mancanza d’entusiasmo del “fratello maggiore” e continua beatamente a salire, spinto dalla domanda di parcheggio per l’abbondante liquidità donata dalle Banche Centrali e dai capitali privati in cerca di un “porto sicuro” e di un rendimento che ecceda i magri ritorni dei titoli di Stato. La difficoltà di reperire carta da offrire spinge i market-maker ad ampliare il differenziale denaro-lettera e ad amplificare la sensazione di una carenza di obbligazioni – una carenza che verrà debitamente riempita da una nuova ondata di nuovi collocamenti obbligazionari, se i dati aziendali non uccideranno questo rally nella culla.

Fra le aziende italiane, Telecom Italia ed ENI si sono già presentate sul mercato e lo faranno di nuovo in futuro, mentre Enel attende di aver completato l’offerta pubblica di capitale azionario. Altri nomi che circolano sono Atlantia/Autostrade ed Edison.
Fiat continua ad essere molto più gettonata dal lato del credito che dell’azione: il favore di Obama potrebbe dire poco per i percettori di dividendi, ma entusiasma i piccoli investitori e rassicura i creditori. Per essere di un’azienda recentemente declassata a “titolo spazzatura”, i bond se la stanno cavando discretamente, guadagnando circa l’1% del valore facciale in un giorno.

Annunci