Occhio a questo bubbone

La Fed attua l’easing quantitativo sui Treasuries e sui mortgages: ma sui primi ha un volume di fuoco piuttosto esiguo. Il mercato vende titoli di stato a mani basse, perché pensa alla ripresa e/o teme inflazione, i rendimenti sul decennale schizzano all’insù, e incredibilmente si approssimano a quelli sui titoli trentennali di Fannie Mae, coperti da mutui. Ora la risalita dei rendimenti sta contagiando anche le scadenze più brevi, come la quinquennale, mentre anche la carta Fannie comincia ad essere venduta, facendo risalire i tassi sui mutui trentennali e deragliare i rifinanziamenti, sui quali la Casa Bianca punta per liberare equity con cui ridurre lo stock di debito e/o sostenere i consumi. A questo punto, il mercato sta apertamente chiedendo alla Fed di fornire ulteriore metadone, sottoforma di nuovo carburante per l’easing quantitativo. Ma con un bilancio della Fed ormai a 3200 miliardi di dollari, abbiamo da un pezzo oltrepassato le porte di Tannhäuser. In tutto ciò, il mercato azionario continua a tentare spunti al rialzo. Fino al giorno del risveglio, quando si rischierà l’ennesima strage.

(Hat Tip: Zero Hedge)

10 UST 5.27.09

Mercati del credito al caffé – 21 Maggio

Giornata interlocutoria per il mercato del credito, con metà dell’Europa Occidentale chiusa per la ricorrenza dell’Ascensione. Prosegue il rally sulle emissioni societarie, I CDS su singoli emittenti sono stabili,  mentre gli indici di credito ed i CDS  sono rimbalzati  dopo i minimi (ossia i massimi, in prezzo) toccati  ieri e sono tornati vicino ai livelli del giorno prima.

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La fine dell’Impero: Standard and Poor’s mette in dubbio il massimo merito di credito per il Regno Unito

Le agenzie di rating hanno pubblicato una serie di nuove opinioni sul merito di credito della Gran Bretagna. Mentre Moody’s e Fitch hanno affermato il rating AAA con outlook stabile, Standard & Poor’s ha affermato che il Regno Unito ha “una probabilità su tre”  di essere declassato.

Il piano inclinato

L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha oggi confermato il rating sovrano del Regno Unito al livello massimo di AAA, ma ha ridotto l’outlook a negativo, da stabile, a causa del crescente peso del debito che grava sul paese, ed ha affermato che vi è una probabilità su tre che il merito di credito venga ridotto. In conseguenza, la sterlina ha subito la maggior perdita contro dollaro da quasi un mese, azioni e obbligazioni sono arretrate, e il costo di assicurarsi contro il default è cresciuto. Se il negative outlook venisse risolto in un effettivo declassamento, il Regno Unito diverrebbe il quinto paese europeo occidentale a subire un downgrade a causa della crisi economica, dopo Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna. Nell’anno fiscale, che termina a marzo 2010, il Regno Unito prevede di emettere 220 miliardi di sterline in titoli di stato, a causa del crollo di gettito e dell’aumento di spesa pubblica indotti dalla recessione. S&P afferma di aver rivisto l’outlook del Regno Unito a negativo ritenendo che, anche assumendo un’ulteriore stretta fiscale, il peso del debito pubblico sul prodotto interno lordo potrebbe toccare il 100 per cento e restare nel medio termine prossimo a quel livello. Il governo ha già assunto iniziative di consolidamento fiscale, che tuttavia appaiono piuttosto timide, anche per la relativa imminenza delle elezioni generali che dovrebbero tenersi al più tardi nel giugno 2010. Un’eternità, per i mercati e l’evoluzione della congiuntura. Poco dopo il comunicato di Standard&Poor’s, sia Moody’s che Fitch hanno confermato rating ed outlook sovrano del Regno Unito.

Mercati del credito – commento di chiusura

Giornata di rally sul mercato del credito, in maniera anche più pronunciata  che  in Borsa.   Sembra che la maggior parte dei flussi sia concentrata sugli indici, piuttosto che sui singoli nomi, facendo sospettare  che si tratti più di ricoperture che di assunzioni convinte di rischio a livello strategico.

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