La fine della derivata seconda

Altro mese di dati fortemente negativi sull’occupazione statunitense. Altri 467.000 posti soppressi in giugno, che portano il totale a 5,7 milioni nel corso dell’ultimo anno, e 6,46 milioni durante i 18 mesi consecutivi di perdita di occupazione; disoccupazione al 9,5 per cento, massimo dal 1983. Anche l’indicatore più ampio della disoccupazione continua a deteriorarsi. La misura, nota come U-6, e che include i sotto-occupati e i lavoratori scoraggiati, ha raggiunto il 16,5 per cento, superando dello 0,1 per cento il precedente picco, toccato nella rilevazione di marzo, e segnando il nuovo massimo dall’inizio delle rilevazioni, nel 1994.

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Mercati del credito – chiusura 2 luglio

I dati deludenti dagli USA hanno scosso una giornata tranquilla e mandato in avvitamento sia le Borse che il mercato del credito. Le obbligazioni societarie hanno mantenuto una certa stabilità, mentre gli indici e i derivati di credito su singoli nomi mostrano una debolezza più accentuata.

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Auto, è andata male

Questa volta, le previsioni sono state sconfessate  ed il numero di automobili  vendute negli USA si è fermato sotto quota 10 milioni : non sono bastate le campagne di sconti e promozionali di Chrysler e  General Motors, ormai nazionalizzate e quindi sospettabili di essere interessate ad aumentare il fatturato e i posti di lavoro molto più che a ridurre le perdite. E’ probabilmente andata male su entrambi i fronti, ma data la nuova compagine sociale, non lo sapremo ancora per qualche tempo.

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