Qualcosa che i cinesi non riescono ad esportare: i loro Btp

Le tigri asiatiche sembrano in grado di esportare con successo quasi qualsiasi cosa, ma le ultime aste di titoli governativi non sono andate per nulla bene. L’ultimo flop è stata l’asta cinese,  rimandata a causa dello scarso interesse degli investitori istituzionali.

I motivi sono molteplici, ma  almeno tre elementi sono molto probabili. Il primo è nella mancata convertibilità dello yuan, che rende poco liquidi i titoli cinesi all’estero. La seconda è l’abitudine cinese di intervenire pesantemente sul mercato dei cambi per mantenere sottovalutato lo yuan: inutile, dal punto di vista di un investitore, acquistare titoli di Stato in una divisa che non si apprezzerà mai quanto dovrebbe, privandolo di parte del premio per investire in un mercato illiquido e soggetto a leggi talvolta arbitrarie. Il terzo è, appunto, la poca fiducia nell’adesione del governo cinese alle proprie stesse leggi:  nell’ultimo caso celebre, i dirigenti della multinazionale Rio Tinto, che rifiutavano sconti extra alle acciaierie cinesi per le forniture di minerale di ferro, sono stati arrestati con vaghe accuse di “spionaggio industriale” e “corruzione”.  Meglio, a questo punto, comprare  titoli di Stato americani ed europei, che gli stessi cinesi acquistano a man bassa, oppure titoli di altri paesi emergenti, che hanno maniere più cortesi nei confronti degli “stranieri” .

Hat tip:  DealBook Blog – NYTimes.com.

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