Consumatori americani fiduciosi. Per il futuro

Il dato di agosto sulla fiducia dei consumatori statunitensi, elaborato dal Conference Board, è risultato in aumento, al livello di 54,1 da 47,4 in luglio e contro attese poste a 47,9. E’ il dato migliore da maggio, che a sua volta era il migliore da agosto 2008, prima del meltdown di Lehman. Quasi tutto il miglioramento nell’indice deriva dalla componente delle aspettative, cresciuta di circa 10 punti, mentre l’indicatore di situazione corrente è cresciuto di soli 1,6 punti, e resta solo 3 punti sopra il minimo dal 1983. Le aspettative sono al massimo da ottobre 2007, poco prima dell’inizio ufficiale della recessione, che il NBER data da dicembre di quell’anno.

Le risposte riferite alla condizione del mercato del lavoro mostrano un miglioramento, con la quota di quanti vedono una disponibilità di impieghi “abbondante” cresciuta di 0,5 punti, e quella di quanti ritengono gli impieghi “difficili da ottenere” scesa di 3,4 punti. Entrambi gli indici tornano così al valore di giugno. La quota di quanti pianificano di acquistare un’abitazione entro sei mesi è cresciuta di 0,7 punti, al massimo da maggio, mentre quella di chi pensa di acquistare un’auto è cresciuta di 0,4 punti, anch’essa massimo da maggio. E’ singolare notare che le aspettative sul tasso d’inflazione tra 12 mesi sono rimaste, durante questi mesi, pressoché costanti su livelli piuttosto elevati, e in agosto sono pari al 5,4 per cento, un decimo di punto percentuale in meno rispetto a luglio, malgrado un tendenziale che oggi è a meno 2,1 per cento.

In sintesi, gli americani sono molto ottimisti sul futuro, e questa caratteristica degli indici di fiducia dei consumatori è sostanzialmente comune anche all’Europa. Stanno formandosi aspettative molto favorevoli, che hanno tuttavia elevata probabilità di essere frustrate nei prossimi mesi, dato il costante deterioramento del mercato del lavoro. Forse anche per questo motivo i mercati obbligazionari non paiono aver alcuna intenzione di scendere, e quindi di far crescere i rendimenti, malgrado il furibondo rally azionario degli ultimi sei mesi.

Annunci