Stati Uniti – Migrazione dai fondi monetari

Il Tesoro statunitense ha lasciato scadere lo scorso 18 settembre la garanzia pubblica sui fondi comuni che investono sul mercato monetario. Uno strumento che da settimane sta comunque vedendo imponenti deflussi, a causa dei tassi a zero.

Lo scenario che si apre ora, per effetto di questa situazione, vedrà con tutta probabilità un aumento delle sottoscrizioni di obbligazioni e fondi comuni obbligazionari (inclusi titoli di stato), e ciò consentirà di creare una fonte di domanda a supporto delle imponenti emissioni di Treasuries, giusto in tempo per la conclusione del programma di easing quantitativo sui titoli di stato, che scadrà alla fine di ottobre. Questo nuovo flusso di domanda sul reddito fisso è verosimilmente alla base della tenuta dei rendimenti obbligazionari a fronte del forte rally azionario.

Tra gli effetti collaterali di questa migrazione biblica in uscita dai money market funds, il cui modello di business è entrato in crisi in un ambiente di mercato a “tasso zero”, vi sarà anche la prossima contrazione degli aggregati monetari: i fondi monetari, infatti, fanno parte di M2 ed M3.

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