Banca Popolare Milano, il nuovo Tremonti Bond e il flop del convertibile

Ieri Banca Popolare di Milano ha perfezionato l’accordo per il rilascio dei titoli speciali sottoscritto dal governo italiano (le cosiddette obbligazioni Tremonti) per un importo totale di  500 milioni.
Il processo di emissione  ha richiesto circa 6 mesi, in quanto la richiesta è stata presentata al MEF il 25 marzo. Lasciamo al lettore giudicare l’utilità di una ricapitalizzazione d’emergenza con tempi burocratici di questa portata. L’apporto di capitale, che sarà contabilizzato nel capitale di vigilanza di BPM, migliora il Core Tier 1 ratio fino al 7,65% dal 6,22% di fine giugno.

BPM ha firmato un memorandum d’intesa, che tra l’altro, prevede: l’impegno del Gruppo di aumentare i prestiti alle PMI  ad un tasso medio di crescita del 7% annuo nei prossimi tre anni,  rispetto agli impieghi medi estesi nel periodo 2007-2008 (EUR 12,1  mld), a condizione che che esista una domanda consistente e all’interno di adeguati livelli di qualità del credito; un contributo di EUR 7.5 milioni  al fondo di garanzia per le PMI; (iii) una sospensione di 18 mesi (invece dei 12 mesi dell’accordo ABI-MEF ) delle rate sui mutui immobiliari.

BPM intende rimborsare il Tremonti Bond entro il 2013, con i proventi di un prestito obbligatoriamente convertibile nel 2013 in combinazione con l’emissione di warrant gratuiti per un massimo di 500 milioni di euro, che potrebbe fruttare fino a 700 milioni di Euro. L’emissione di tali obbligazioni convertibili è in corso, con qualche difficoltà. Dopo un primo periodo di sottoscrizione, riservato ai clienti privati di BPM e terminato il 7 luglio , soltando il 31,58% dei diritti di opzione risultava sottoscritto;  un nuovo periodo di offerta ha avuto inizio il 7 settembre. Il successo dell’operazione non è scontato: le reti bancarie sono normalmente molto abili nel piazzare emissioni ai risparmiatori, a prescindere dalla validità dell’investimento. Il risultato deludente presso la clientela ha fatto quindi sorgere  dubbi sulla congruità dei livelli a cui BPM vorrebbe collocare il convertibile.

BPM è la seconda banca che ha finalizzato l’emissione, dopo il Banco Popolare che ha emesso 1.45 miliardi  nel mese di luglio. Altre banche che si prevede emetteranno Tremonti bond  entro la fine dell’anno sono MPS (fino a 1,9 miliardi di euro) e CREVAL (fino a 200 milioni di euro); le due banche hanno già presentato la richiesta e stanno attualmente negoziando con il MEF. Altre banche, Intesa Sanpaolo e Unicredit, dovrebbero prendere una decisione definitiva entro la fine di settembre, anche se Intesa non sembrerebbe orientata ad affidarsi alle mani di Tremonti.

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