Siamo davvero usciti dalla depressione dei titoli bancari?

La tabella sottostante potrebbe servire a chi pensa che le azioni bancarie siano di nuovo un investimento tranquillo, dopo il rally di Marzo. Secondo alcuni, l’intervento governativo dell’ultimo anno avrebbe riportato il sistema bancario ad un minimo di equilibrio, e quindi alleviato i sintomi, se non risolto il problema alla radice della crisi bancaria.

Come si può notare, una sola regione ha raccolto più capitale di quanto ne servisse per pareggiare le perdite del 2008-2009: l’Asia. Praticamente ovunque, invece, i governi e le imprese stanno ancora cercando di recuperare le perdite annunciate. Tutto ciò che non possono essere finanziate attraverso i mercati obbligazionari o tramite finanziamento pubblico già scricchiolante dovrà venire da aumenti di capitale, creando pressioni sui mercati azionari.

Una lettura ottimistica della tabella di cui sopra presuppone inoltre che le svalutaizoni sui crediti siano finite e che non vi saranno ulteriori perdite di venire da, diciamo, mutui residenziali, prestiti agli studenti, prestiti auto, prestiti sulle carte di credito. Si presume anche che le banche banche non stiano diciamo così stiracchiando la realtà sul reale stato del proprio bilancio, come è invece avvenuto negli ultimi anni. Per quanto riguarda l’economia mondiale, gli investitori in tutto il mondo vedono il rally dei mercati azionari , se misurato dai minimi di Marzo – e deducono che la battaglia è finita. In un certo senso, la battaglia è finita: Lehman è stata sacrificata  ma sotto tutti gli altri aspetti, le banche hanno vinto, e tutti gli altri hanno perso.

Hat tip:The Price of Everything.

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