Bank of America, prima delusione dalla earning season

Dopo gli ottimi risultati di JPMorgan e Goldman Sachs, i risultati deludenti di Bank of America ci ricordano che  i problemi del settore finanziario americano sono tutt’altro che finiti.

La banca ha perso 1 miliardo nel terzo trimestre del 2009, equivalenti ad una perdita di 0.26 dollari per azione, su ricavi di 26 miliardi di dollari. Le attese degli analisti erano di 27.7 miliardi di dollari di ricavi e di una perdita di soli 7 centesimi per azione.

Al contrario delle altre due grandi banche che hanno già riportato, Bank of America non ha un’attività di trading tanto imponente da poter compensare con la speculazione sui mercati le perdite sui crediti concessi ad aziende e consumatori americani. Insomma, se a Wall Street il diluvio di moneta stampato dalla Fed  e i maxi-aiuti di Obama hanno fornito ampie opportunità di profitto, poco ha giovato all’attività economica sul territorio.

Il panorama bancario americano si sta segmentando sempre più: da un lato esiste una netta cesura fra le banche troppo grandi per fallire, generosamente sostenute e sussidiate dal governo anche a spese di istituzioni più piccole, ma più sane, e le piccole banche regionali, che continuano a fallire e ad essere commissariate dall’FDIC. Dall’altro, anche fra i giganti esistono i vincenti, ossia JPMorgan e Goldman Sachs, ed i perdenti come Citigroup e Bank of America.  I perdenti sono banche che si sono espanse a tutti i costi, anche con acquisizioni discutibili ed hanno prestato poca attenzione ai livelli di capitale proprio durante gli anni del boom. Fra i vincenti, abbiamo due istituzioni con profili alquanto differenti, anche se entrambe ben collegate al potere politico ed in rapporti fin troppo stretti con le autorità di vigilanza. JPMorgan sta emergendo vittoriosa grazie alla propria prudenza, alla diversificazione fra banca d’affari e banca commerciale e ad una discreta efficienza nel controllo dei costi. Goldman Sachs è ancora la regina, grazie soprattutto a risultati da trading che hanno quasi dell’incredibile, oltre che ad una reputazione poco edificante di commistione con il potere politico al limite dell’insider trading macroeconomico: è vero che la banca non aveva bisogno dei fondi del TARP, ma è altresì vero che il livello di connivenza con il Tesoro americano e la Fed è andato oltre il livello di guardia in più di un’occasione.

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