Lo spartiacque del dollaro

Il dollaro continua ad indebolirsi, oggi contro euro è tornato a rompere la soglia di 1,50 ed il mercato azionario, seguendo un collaudato copione, si è mosso al rialzo rovesciando la debolezza iniziale, mentre l’indice VIX si accinge a bucare al ribasso la soglia di 20 punti, segno che il mercato è fiducioso e rilassato sul trend rialzista in atto. I trader valutari sembrano in effetti essere entrati nella predisposizione psicologica di comprare il cambio euro-dollaro ad ogni suo accenno di debolezza, ripristinandone rapidamente  la tendenza rialzista.

Questo trend del dollaro causerà una evidente separazione tra vincitori e sconfitti a Wall Street. Nel primo campo, infatti, vi sono aziende che hanno un’ampia esposizione ai mercati esteri, e che quindi non subiscono la compressione dei margini di profitto per mano del rialzo delle materie prime indotto dall’indebolimento del dollaro. Nel secondo gruppo, per contro, vi sono le aziende esposte al consumatore americano, che sta subendo il rialzo dei prezzi di alimentari ed energia, oltre alla difficile condizione del mercato del lavoro.

Oggi i prezzi dei contratti futures su benzina e greggio sono ai massimi dell’ultimo anno, quelli sul granturco ai massimi da 4 mesi, il grano da 2 mesi, lo zucchero è addirittura ai massimi da 28 anni, il cacao da 30 anni. C’è evidentemente un lag tra prezzi a termine e prezzi spot, ma dalle premesse appare inevitabile, oltre all’ulteriore compressione del consumatore, anche l’esigenza di selezionare attentamente i settori ove investire.

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