Picco o baratro?

Bill Gross, gestore del maggior fondo di reddito fisso del pianeta, sostiene che il rally sarebbe arrivato “al picco” . E non è il solo: Jeremy Grantham, guru del value investing e noto per aver pronosticato correttamente sia il grande crollo del 2008 che la ripresa di Marzo, è tornato “bearish” .

Bill Gross è probabilmente l’uomo più potente del mercato obbligazionario mondiale: è il fondatore e presidente di PIMCO, il numero uno globale nel settore. E’ anche l’uomo che, con Mohamed El Erian, ha reso popolare il concetto di “new normal”, ossia di una modifica permanente nei tassi di crescita nei prossimi anni.  Recentemente, il suo consiglio è stato di scommettere tatticamente sulla riuscita, nel breve termine, dell’intervento governativo: la quantità di liquidità gettata in pasto alla crisi era semplicemente troppa, per non produrre almeno un rimbalzo, anche perché il mercato era talmente pessimista da essere pronto per un’inversione di tendenza.

La prospettiva è ora drasticamente cambiata. Nella sua più recente lettera mensile al mercato, Gross sostiene che, nonostante il mercato dei titoli governativi renda il 3.5% al massimo, il rendimento atteso da una strategia di esposizione a mercati più speculativi non è sufficiente  a compensare i rischi: i mercato azionario sta già scontando ogni realistica speranza di ripresa economica. Gli spread sul mercato del credito, inoltre, sono mantenuti artificialmente bassi dalle continue iniezioni di liquidità da parte della Fed, una politica che non potrà essere mantenuta all’infinito.  E’ giunto, quindi, il momento della prudenza.

Jeremy Grantham è un investitore di lungo corso, noto per le sue capacità di  analisi e previsione. Normalmente, il suo unico difetto è quello di prevedere con troppo anticipo i punti di svolta, ma in Marzo il suo tempismo è stato impeccabile: a pochi giorni dall’inizio del rally, aveva rovesciato le proprie raccomandazioni e sostenuto la necessità di scommettere il tutto per tutto su di una ripresa. Il motivo, ancora, erano l’inevitabilità di un rimbalzo tecnico e le prospettive di un rally di Borsa causato dall’eccesso di liquidità generato dalle azioni della Banca Centrale; la previsione si è sinora dimostrata assolutamente corretta, sino ai livelli assoluti per l’indice S&P. Grantham aveva pronosticato un ritorno delll’indice ad un livello fra 1000 e 1100, seguito da circa sette anni di movimenti laterali fra questo nuovo picco ed  i minimi del 2008.  Grantham è ora  tornato pessimista: il rally è ormai vicino all’esaurimento e  ritiene probabile una discesa di almeno il 20 per cento, per eliminare la sopravvalutazione del mercato azionario.

Hat tip: Alphaville

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