Stati Uniti, se questa è una ripresa

Il tasso di disoccupazione balzato al 10,2 per cento, il peggior dato da 26 anni. Altri 190.000 posti persi in un mese. Il tasso di disoccupazione cosiddetto U-6, che conta i lavoratori part-time che vogliono lavorare a tempo pieno ed i lavoratori che hanno perso il lavoro e hanno smesso di cercarlo, cresciuto al 17,5 per cento. Sono i dati di sintesi estrema del report sul mercato del lavoro americano in ottobre. Dati non buoni.

Tra gli elementi non negativi, la revisione al rialzo degli impieghi creati in agosto e settembre (per 91.000 unità), che portano la media trimestrale a meno 178.000 posti al mese, un grande miglioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, se possiamo accontentarci della derivata seconda di un mercato del lavoro che a 22 mesi dall’entrata in recessione riesce ancora a perdere occupati. Per gli ottimisti senza se e senza ma, la buona notizia è rappresentata dalla creazione di occupazione temporanea (per 34.000 impieghi nel mese), che viene vista come un indicatore anticipatore delle tendenze del mercato del lavoro. In crescita dello 0,3 per cento i guadagni orari medi ma la settimana lavorativa media resta inchiodata al livello più che depresso di 33 ore.

L’aspetto peggiore del dato di disoccupazione è che, a fronte di una lieve ed ulteriore limatura del tasso di partecipazione alla forza lavoro (al 65,1 per cento, peggior risultato dalla metà degli anni Ottanta), il numero dei disoccupati è effettivamente aumentato. Non si tratta, cioè, di un aumento del tasso da ricondurre al reingresso di lavoratori nella forza-lavoro, che di solito si verifica nelle fasi di ripresa e che tende a spingere al rialzo la disoccupazione.

Oggi Barack Obama ha firmato la legge che concede l’estensione dei sussidi di disoccupazione per altre 14 o 20 settimane per quanti hanno esaurito il beneficio. Ciò significa che, negli stati che hanno un tasso di disoccupazione superiore all’8,5 per cento, un lavoratore finirà con l’aver ricevuto fino a 99 settimane di sussidi. Accadono cose incredibili, in America.

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