Qualcosa ci sfugge?

Da una decina di giorni, sui mercati del debito sta verificandosi un fenomeno strano e non immediatamente spiegabile. I rendimenti dei titoli di stato nella parte lunga della curva sono in diminuzione, ed anzi l’intera curva dei rendimenti mostra un movimento di appiattimento (bull flattening) in cui i rendimenti a lungo scendono più di quelli a breve.

Questo movimento, comune all’Area Euro come al Giappone ed agli Stati Uniti, tende ad essere interpretato come riduzione dei timori inflazionistici da parte del mercato. Eppure, in parallelo ad esso, si osserva un allargamento dei breakeven inflation rates impliciti nei titoli indicizzati all’inflazione. Cioè questo mercato continua a scommettere su un aumento dei prezzi. Il mercato dei nominals dice quindi cose opposte a quello degli inflation linked.

Una spiegazione, per quanto banale, è da ricondurre al generale movimento di carry trade in atto sui mercati. Ci si indebita a breve a tassi prossimi allo zero, e si compra la parte a lunga della curva dei rendimenti sui titoli di stato per lucrare il differenziale, oppure si dà corpo alle proprie visioni inflazionistiche comprando titoli legati all’inflazione, ed auto-avverando la profezia inflazionistica.

La leva finanziaria sta ormai inficiando ogni lettura in chiave macroeconomica dei movimenti di mercato. Qualcosa di cui le banche centrali dovrebbero tenere auspicabilmente conto.

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