La settimana, 18/12/2009

Durante la settimana il dollaro ha toccato il massimo degli ultimi tre mesi, mentre azioni e materie prime hanno visto un ridimensionamento, per effetto della ripresa di avversione al rischio indotta da timori sulla possibilità di stallo della ripresa economica e dalla vulnerabilità di alcuni paesi dell’Area Euro. Il dollaro ha recuperato contro tutte le divise più scambiate mentre il Dollar Index, che traccia l’andamento della valuta statunitense contro i sei principali partner commerciali del paese, si è rivalutato di circa l’1 per cento.

La decisione dell’agenzia di rating Standard & Poor’s, avvenuta mercoledì 16 dicembre, di risolvere il creditwatch negative sulla Grecia con il taglio del rating (il secondo quest’anno), ha suscitato negli investitori il timore che la recessione globale possa ancora pesare sulle economie più fragili. Si è registrato un significativo aumento del rischio di credito sovrano greco, ed il differenziale tra titoli di stato greci e tedeschi si è ampliato di circa mezzo punto percentuale. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha dichiarato, dopo il meeting del Federal Open Market Commitee, che la maggior parte dei programmi straordinari di fornitura di liquidità verranno lasciati scadere, come previsto, il primo febbraio.

L’ascesa del dollaro ha causato ripiegamenti nelle quotazioni azionarie dei produttori di materie prime, mentre Citigroup ha subito una marcata flessione per effetto dell’aumento di capitale deciso per procedere al rimborso dei fondi del TARP. A seguito del ribasso, che è soprattutto effetto della diluizione degli azionisti esistenti, il Tesoro americano ha deciso di rinviare l’inizio della procedura di vendita della prima tranche del 34 per cento di azioni ordinarie Citigroup in suo possesso. La decisione è destinata a pesare sulle quotazioni della banca statunitense, perché rappresenta un elemento aggiuntivo di incertezza. In settimana, anche Wells Fargo ha effettuato un aumento di capitale finalizzato al rimborso degli aiuti pubblici.

Relativamente alle banche, giovedì 17 il comitato di Basilea della Banca dei Regolamenti Internazionali ha presentato la bozza di riforma della supervisione sulle istituzioni finanziarie e creditizie. Le proposte tendono a dare una definizione restrittiva del capitale azionario Tier 1, riducendo l’utilizzo di titoli ibridi a fini di soddisfare i requisiti patrimoniali, oltre a proporre riduzioni del grado di leva finanziaria e aumento del cuscinetto di liquidità prudenziale richiesto agli istituti. Se tali proposte diverranno operative, è verosimile attendersi che molte banche avranno necessità di procedere a ricapitalizzazioni.

In Cina, nel tentativo di raffreddare il mercato immobiliare, le autorità hanno stabilito d’imporre un anticipo di almeno il 50 per cento sull’acquisto di terreni. L’iniziativa segue l’imposizione di una tassa sulla vendita di abitazioni entro i primi 5 anni dall’acquisto. Nella giornata di giovedì 17 dicembre, l’agenzia di rating Fitch in un comunicato ha dichiarato che le banche cinesi avrebbero occultato transazioni fuori bilancio con la finalità di alterare il reale stato del credito. In reazione a queste due notizie, l’indice di Shanghai ha chiuso la settimana con l’ennesimo ribasso, al minimo da 3 settimane, ed ha finora corretto del 10 per cento dal massimo dell’anno.

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