Obbligazionario governativo: commento di dicembre

Nel mese di dicembre il mercato obbligazionario governativo dell’Area Euro (a livello di indice JPM Emu) è stato caratterizzato da una performance negativa per circa l’1 per cento, frutto di aumento dei rendimenti sul tratto di curva successivo alla scadenza triennale, che ne ha determinato quindi un irripidimento.

Il fenomeno appare comune a tutti i mercati obbligazionari, ed è da ricondurre ai timori dei mercati per il venir meno delle operazioni di easing quantitativo da parte delle banche centrali, in un contesto di elevati deficit pubblici, che manterranno elevata l’offerta di titoli governativi anche nel 2010. Altri timori derivano dalla possibilità che pressioni politiche possano determinare un’insufficiente restrizione monetaria, al momento del manifestarsi della ripresa.

I mercati stanno progressivamente scontando un aumento delle attese inflazionistiche, come testimoniato dall’andamento dei breakeven inflation rates sui titoli governativi indicizzati all’inflazione, e ciò si riflette in un aumento dei rendimenti sulla parte a lunga scadenza dei titoli tradizionali.

Altro evento di rilievo nel corso del periodo è stato l’ulteriore forte allargamento dei credit default swap sulla Grecia, dopo che le principali agenzie di rating hanno proceduto al declassamento del debito sovrano del paese, mantenendolo in negative outlook. L’approvazione da parte del parlamento greco della manovra correttiva che taglierà di circa 4 punti percentuali il rapporto deficit-Pil (portandolo secondo le previsioni in prossimità di un comunque poco rassicurante 10 per cento), ha successivamente favorito una riduzione dei livelli del rischio di credito e del differenziale tra titoli di stato greci e tedeschi.

Malgrado l’accresciuta volatilità dei mercati ed il temporaneo aumento dell’avversione al rischio, i titoli di stato italiani hanno mostrato una buona capacità di tenuta, riducendo il differenziale di rendimento con il Bund, sulla scadenza decennale, in un intorno di 70 punti-base. E’ utile osservare che tali valori restano significativamente superiori a quelli che venivano registrati prima dello scoppio della crisi, nella seconda metà del 2007, segnalando la cautela dei mercati verso quei paesi che hanno i maggiori rapporti debito-Pil e che dall’introduzione dell’euro hanno evidenziato limitate capacità di crescita.

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