L’azzardo

Ieri, il Tesoro greco ha positivamente collocato, a mezzo di un consorzio di banche, un titolo di stato quinquennale. La forte domanda degli investitori (oltre 20 miliardi di euro richiesti, a fronte di 5 offerti, e 8 piazzati), allettati dal rendimento molto elevato (6,2 per cento, contro il 2,3 per cento del quinquennale tedesco) ha dato un po’ di respiro al mercato azionario greco e, soprattutto, ha ridotto la febbre sui rendimenti richiesti per comprare il debito sovrano ellenico.

Quello in fondo al post è il grafico dei rendimenti del Bot semestrale greco. In un contesto di mercato in cui i rendimenti a breve sono prossimi a zero, il Tesoro di Atene ieri mattina, prima del classamento del quinquennale, doveva offrire ben oltre il 5 per cento per trovare acquirenti. Il rischio di credito sovrano sulla Grecia è pericolosamente vicino ad esplodere, al punto che la curva dei credit default swap è invertita, segno di crescente rischio di imminente dissesto.

Ed è destinata a esplodere anche la spesa per interessi del governo di Atene, con l’assai concreto rischio di vanificare la già problematica manovra di rientro del rapporto deficit-Pil. Se i flussi di acquisto di titoli di stato greci di nuova emissione verranno meno, il governo greco sarà indotto a “costringere” le banche nazionali a sottoscrivere i nuovi titoli di debito, e questo finirà col sottrarre risorse al credito al settore privato. Malgrado il successo del collocamento di ieri, in assenza di novità positive su finanza pubblica e riforme, il problema potrebbe tornare ad aggravarsi. Nel 2010, il governo greco dovrà coprire un programma di debito pubblico pari a 54 miliardi di euro, contro i 66 miliardi del 2009. Il test decisivo sarà in primavera, con quasi 20 miliardi di euro in scadenza tra aprile e maggio. E non è il solo governo impegnato a piazzare propria carta: i governi europei quest’anno dovranno emettere 2200 miliardi di euro, 393 dei quali italiani.

L’unione europea, monetaria e politica, è al suo primo vero banco di prova. Oggi i mercati sembrano scommettere sul salvataggio comunitario a tempo quasi scaduto, trascurando che una simile eventualità, in assenza di robuste condizionalità di risanamento della finanza pubblica (del tipo “sangue, sudore e lacrime”, quelle che il governo di Atene non è finora riuscito ad implementare), condurrebbe ad un tale livello di moral hazard da far deflagrare quasi tutto il “fianco Sud” dell’Unione. Inclusa l’Italia, ed il suo “sentiero non sostenibile” di finanza pubblica.

Rendimento del titolo di stato greco semestrale
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