Grecia – the day after

I dettagli del piazzamento dei bond greci non sono esattamente entusiasmanti,  ma lasciano speranze per le future operazioni. Nel frattempo, la prima giornata  sul mercato dopo la maxiemissione non sta andando per nulla bene.

La speranza della Repubblica Greca era che le condizioni generose in termini di rendimento avrebbero permesso di piazzare il nuovo maxibond nelle mani di investitori stabili e dalle spalle ampie, in grado di non vendere anche in presenza di volatilità e di partecipare anche alle future aste per rinnovare il resto del debito greco. L’ideale sarebbe stato collocare il bond presso banche centrali asiatiche e fondi sovrani, ricchi di liquidità e poco propense a vendere titoli rapidamente anche in presenza di utili.

In base ai dati disponibili, sembra che questo non sia accaduto. Il  bond è finito per poco meno di un terzo ad investitori basati nel Regno Unito e per un quarto ad investitori greci. Il dato londinese probabilmente include un certo numero di fondi comuni e banche portati ad operazioni di trading,  che quindi cercheranno di vendere i nuovi titoli una volta esaurita l’opportunità di arbitraggio. L’Asia ha contribuito soltanto per il 2.6% della domanda, il che significa che le banche centrali ed i fondi sovrani non hanno partecipato in maniera significativa.  Il Financial Times riporta oggi  la notizia che Goldman Sachs avrebbe ricevuto il mandato per esplorare nuove emissioni su misura per  la banca centrale cinese, ma il governo greco ha successivamente smentito la notizia.

Anche il mercato era probabilmente convinto che l’emissione fosse finita in “mani forti” ; la pubblicazione dei dati e soprattutto le notizie contraddittorie sulla missione “cinese” hanno contribuito a fare allargare nuovamente gli spread dei titoli di stato greci e dei CDS . Il decennale ateniese rende adesso il 6.43 percento, a fronte di un tasso decennale sui titoli tedeschi del 3.44%. Il CDS ha appena fatto segnare il nuovo massimo a 365bps.

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