Il nuovo bond greco è un mezzo flop

Il direttore del FMI si è affrettato a dichiarare la nuova emissione greca un “segnale positivo”. Il risultato in realtà è meno roseo di quanto appaia, con il CDS sulla Grecia che ha ripreso a salire.

La Grecia sta lanciando una nuova emissione da 5 miliardi di euro a 7 anni, per cominciare a raccogliere i fondi necessari per rimborsare le decine di miliardi in scadenza fra aprile e maggio. Mentre le precedenti obbligazioni avevano visto una domanda numerose volte superiore all’offerta, questa volta le richieste sono state solo pari ad 1.6 volte l’ammontare emesso. Le ultime emissioni societarie e bancarie vedono la domanda eccedere da tre a dieci volte l’offerta. Considerando quanto sia normale “gonfiare” gli ordini per ottenere l’allocazione desiderata, un dato di solo 1.6 significa che un buon numero di investitori avranno ricevuto più obbligazioni di quelle desiderate e si affretteranno a venderle appena possibile.

Nel frattempo, con buona pace del FMI e dell’Eurogruppo, il CDS sulla Grecia  ha ricominciato a salire, riportandosi intorno a 310 bp. Il resto del mercato, preso dall’atmosfera pre-pasquale, non sta reagendo, anche perché l’impressione è che la Grecia sia  al massimo un sintomo (come Dubai) e non la causa dei problemi futuri sul debito sovrano. Per quello, bastano i cattivi risultati delle aste americane, le ambiguità delle agenzie di rating sul debito inglese e il fragoroso silenzio sulla situazione spagnola per farci comprendere cosa preoccupa i mercati.

Annunci