Il destino di Goldman

Venerdì 16 aprile la SEC ha aperto una procedura civile contro Goldman Sachs ed uno dei suoi vice presidenti, Fabrice Tourre, per frode ai danni degli investitori per non aver svelato informazioni fondamentali riguardo un prodotto finanziario legato a mutui subprime, nel momento in cui il mercato immobiliare americano iniziava a deteriorarsi visibilmente. Il titolo Goldman ha accusato una forte contrazione, trascinando al ribasso i mercati azionari.

Lo strumento in questione, costruito e commercializzato da Goldman, era un collateralised bond obligation (CDO) sintetico, la cui performance era legata a quella di cartolarizzazioni su mutui residenziali. Goldman ha detto ai propri investitori che i titoli inseriti nel CDO erano stati scelti da una terza parte indipendente, ACA Management. La SEC sostiene invece che Goldman non avrebbe rivelato che un’altra società, Paulson & Co., un grande hedge fund, aveva in realtà avuto un ruolo nella scelta dei titoli inseriti nel CDO.

Questa è stata un’omissione cruciale perché Paulson & Co., gestita da John Paulson, che nel 2007-2008 ha fatto enormi guadagni scommettendo contro il mercato immobiliare, aveva preso una posizione corta contro il CDO. In altre parole, il suo hedge fund avrebbe tratto profitto da un cattivo andamento dello strumento.
Goldman ha definito le accuse “totalmente infondate”, e ha detto che le contesterà vigorosamente. Paulson & Co. non è finora stato accusato dalla SEC. Il fondo ha emesso un comunicato affermando che ACA, in quanto gestore terza parte del collaterale, era l’unico responsabile della selezione dei titoli da introdurre nel CDO. Goldman ha in seguito dichiarato di avere perso denaro dalla transazione, ed ha insistito di avere fornito “informazioni estensive” sul portafoglio agli acquirenti, che peraltro erano investitori istituzionali, quindi qualificati e non al dettaglio, per ciò stesso consapevoli dei rischi.

La SEC sostiene che Paulson aveva un incentivo a scegliere titoli ipotecari che sarebbero andati in dissesto. Secondo l’accusa, Paulson ha venduto allo scoperto titoli del portafoglio che ha contribuito a scegliere, comprando protezione contro il default di alcune tranche del CDO attraverso credit default swaps (CDS), in contropartita con Goldman. La SEC sostiene che questi derivati avrebbero fornito all’hedge fund l’incentivo a scegliere titoli destinati al dissesto. E così è andata. L’operazione è stata lanciata ad aprile 2007; entro la fine di gennaio 2008 il 99% del portafoglio aveva subito downgrades da parte delle agenzie di rating.

Fabrice Tourre era responsabile del CDO, chiamato Abacus. Secondo l’accusa, non solo egli sarebbe stato a conoscenza delle posizioni corte di Paulson, ma anche di aver fuorviato ACA, facendo credere che Paulson & Co. aveva investito 200 milioni di dollari nella tranche più rischiosa del CDO.

Le accuse non potevano giungere in un momento peggiore per Goldman, sotto accusa da tempo su molti fronti; incluso il rimborso integrale ottenuto, per disposizione della Fed di New York, come controparte sui derivati di American International Group (AIG), l’assicuratore quasi fallito nel 2008. Goldman ha scelto una posizione pubblica in cui giustifica il proprio successo non come conseguenza dei rapporti con il potere politico ed i regolatori, ma come frutto dell’eccellenza del proprio sistema di risk management.

Goldman è accusata da tempo di anteporre i propri interessi, e quelli dei propri maggiori clienti, al resto dei rapporti d’affari intrattenuti. Le accuse della SEC potrebbero segnare una escalation contro il sistema-Goldman, oltre che accelerare il percorso al Congresso del disegno di legge di riforma del settore finanziario, una parte fondamentale del quale copre i derivati non quotati su borse regolamentate. Il presidente della commissione Agricoltura del Senato ha proposto che le banche siano obbligate a scorporare le unità di trading sui derivati. Le recenti vicende potrebbero rendere più difficile per Goldman ed il sistema finanziario disinnescare questa minaccia.

Il costo per Goldman, se trovata colpevole, potrebbe essere nell’ordine delle decine o più probabilmente delle centinaia di milioni di dollari. La SEC chiederà, come prassi, la restituzione dei guadagni illeciti maggiorati da una penalizzazione. Gli investitori nel CDO Abacus hanno affermato di aver perso oltre un miliardo di dollari. Ma il danno potrebbe essere molto maggiore, con la compromissione della già fragile reputazione di Goldman. Altri organi di controllo dei mercati finanziari stanno muovendosi autonomamente aprendo inchieste, come la FSA nel Regno Unito.

Negli Stati Uniti, si è saputo che la SEC ha votato di misura (3 contro 2), e secondo linee partitiche, per aprire la procedura contro Goldman: la presidente, Mary Schapiro, indipendente, ha votato con i due esponenti Democratici, mentre i due Repubblicani si sono opposti. Questa rivelazione ha dato forza al titolo, perché suggerisce che il partito Repubblicano potrebbe assumere atteggiamenti più favorevoli a Goldman, in caso di vittoria alle elezioni di mid term, a novembre.

Nel complesso, sul destino della società e del settore bancario (statunitense ma non solo) grava un elevato event risk, legato all’evoluzione della vicenda in relazione, ad esempio, al suo eventuale passaggio dall’ambito amministrativo-regolatorio (della SEC) a quello penale, oppure all’estensione delle indagini della SEC a tutti i prodotti simili collocati negli ultimi anni dall’intero sistema delle banche d’investimento.

Annunci