La settimana, 17/2010

Dopo un’altra settimana drammatica, caratterizzata da ripetuti declassamenti di debito sovrano europeo (Grecia, Spagna, Portogallo) da parte delle agenzie di rating, è stata finalmente siglata l’intesa operativa che prevede assistenza finanziaria congiunta alla Grecia da parte di Unione europea e Fondo Monetario Internazionale, su un arco triennale, a fronte di una pesantissima correzione dei conti pubblici greci, pari ad almeno dieci punti percentuali di Pil in un biennio.

Dopo che il mercato dei titoli di stato greci ha praticamente smesso di funzionare (anche per effetto del declassamento a junk da parte di Standard&Poor’s), con rendimenti che hanno toccato sulla scadenza biennale anche il 25 per cento e la curva dei rendimenti invertita (segno di imminente dissesto), l’annuncio dell’accordo ha stabilizzato i mercati, sia pure su basi di rendimento elevatissime. I problemi restano aperti, sia per la Grecia che per l’Ue. In particolare, la prima rischia di entrare in una trappola di debito, in cui strette fiscali causano il crollo del Pil, che a sua volta apre nuovi ed ulteriori deficit. Per l’Ue la posta in gioco è altrettanto rilevante: si teme quanto potrà accadere se e quando altri paesi in difficoltà (Portogallo e Spagna su tutti) non riusciranno a raggiungere il riequilibrio dei conti pubblici entro le scadenze previste nei piani di rientro concordati con l’Ue. Appare infatti improbabile che l’intervento a sostegno della Grecia possa essere risolutivo dei problemi dell’Area Euro.

Sui mercati, la notizia di rilievo della settimana è il possibile ampliamento del caso-Goldman (frode ai danni degli investitori) dall’ambito civile rappresentato dall’azione della Sec a quello penale, con l’apertura di un’inchiesta federale da parte dei procuratori distrettuali di New York. In ambito penale, l’onere della prova a carico dell’accusa appare molto più impegnativo rispetto all’azione civile promossa dalla SEC, ma la notizia è stata sufficiente per causare un crollo di quasi il 10 per cento delle quotazioni di Goldman, durante il mercato di venerdì 30 aprile. In termini di analisi tecnica, l’azione Goldman si trova in una condizione non favorevole, avendo già fallito, settimane addietro, il test dei massimi segnati lo scorso ottobre. Gli analisti azionari di Standard&Poor’s hanno emesso una raccomandazione di vendita sul titolo. Sul mercato azionario, più in generale, si è registrato un marcato aumento della volatilità implicita, registrata dall’indice Vix, testimonianza di una maggiore avversione al rischio.

Tra i dati macroeconomici della settimana, pubblicata venerdì la prima stima del Pil statunitense del primo trimestre 2010, che è cresciuto del 3,2 per cento su base annualizzata. Al dato hanno contribuito soprattutto l’andamento delle scorte ed i consumi privati. Le prime hanno contribuito per l’1,7 per cento al dato complessivo di crescita, per effetto non più di una decelerazione del loro decumulo, come avvenuto nel quarto trimestre 2009, ma di un effettivo accumulo. I consumi delle famiglie sono cresciuti oltre le attese, al passo del 3,6 per cento annualizzato, confermando l’interruzione del trend di recupero del tasso di risparmio già vista nei dati mensili del primo trimestre. Si tratta di un dato per molti aspetti anomalo, visto anche l’andamento ancora depresso del mercato del lavoro ed il rilevante contributo alla crescita del reddito personale fornito dai trasferimenti pubblici legati alle misure di stimolo, il cui massimo impatto sul Pil statunitense è atteso proprio nel secondo trimestre di quest’anno.

Andamento dell'azione Goldman Sachs negli ultimi 12 mesi
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