Mercati del credito 3 Maggio 2010 – salvataggio festivo, nubi cinesi

Mercati del credito semichiusi a causa della festività inglese. La proposta di salvataggio greco è sicuramente positiva, ma i mercati USA ed asiatici soffrono per le vicende di Goldman Sachs e, soprattutto, per le misure restrittive cinesi che minacciano di disseccare una delle maggiori fonti di liquidità del mercato.

Il pacchetto di salvataggio per Atene permetterebbe al governo greco di non dover più tornare sul mercato almeno per due anni circa.  Rimangono le perplessità sui dettagli e sulla capacità del governo Papandreou di imporre le misure d’austerità, che non paiono comunque irrealizzabili: sono paragonabili a quelle implementate dall’Irlanda, senza aiuti internazionali, e meno severe di quelle imposte dallo stesso IMF alla Lettonia, in cambio di un altro pacchetto d’aiuti. La migliore sintesi , per il momento, rimane quella del Wall Street Journal “La Grecia ottiene aiuti, promette austerità”. Rimane da vedere come si evolverà la situazioine per le altre nazioni pesantemente indebitate: il contagio greco è soltanto un fattore fra quelli che hanno fatto lievitare i differenziali di rischio fra Germania ed altre nazioni europee; il quadro dei fondamentali rimane preoccupante .

Per puntellare ulteriormente la situazione di liquidità, la Banca Centrale Europea ha sospeso  le proprie stesse regole sui titoli forniti a garanzia dei finanziamenti alle banche: continuerà a prestare denaro contro qualsiasi titolo di stato greco, indipendentemente dal rating. In questo modo  l’ECB potrebbe continuare a fornire liquidità al sistema bancario greco, sull’orlo del collasso, oltre che e alle banche tedesche maggiormente esposte, anche in caso di declassamento del debito di Atene anche da parte di Moody’s o Fitch, oltre che di Standard & Poor’s.

Sul fronte americano, la chiusura di venerdì è stata pesantemente influenzata dalle vicissitudini dell’inchiesta su  Goldman Sachs.

In Asia, gli indici azionari chiudono al ribasso non soltanto per il “contagio ” di Wall Street, ma anche per i tentativi delle autorità cinesi di sgonfiare la propria bolla speculativa immobiliare aumentando i coefficienti di riserva obbligatoria del sistema bancario per la terza volt ain un anno. I mercati cinesi veri e propri sono chiusi sino a domani, ma l’indice di Hong Kong perde l’1.5%  e vi sono forti timori della reazione dei mercati domestici alla riapertura. Data l’imponente aiuto alla liquidità internazionale data dagli acquisti cinesi , ogni inveriosne di tendenza rischia di creare notevoli turbolenze nel breve periodo.

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