Ungheria, un tranquillo weekend di paura

L’apertura di oggi promette di essere interessante. Nel senso della maledizione cinese.

Durante il week end il FMI ha annunciato la sospensione del programma di aiuti all’Ungheria, a causa del rifiuto del nuovo governo di Budapest di introdurre nuove tasse permanenti per raggiungere gli obiettivi prefissati dagli accordi del 2008. Il cambio Euro-fiorino è già sotto pressione in Asia.

L’Ungheria non ha mai impiegato il denaro, messo a disposizione da FMI ed Unione Europea, ma la sola presenza della linea di credito aveva agito da forte sostegno al precedente governo di centrosinistra.
Il nuovo governo di centrodestra ha scelto di proseguire sulla linea dell’austerity, concentrandosi sul taglio alle spese ma imponendo soltanto una tassa straordinaria sulle istituzioni finanziarie, rifiutando un aumento strutturale della pressione fiscale.

La risposta dell’FMI, concordata con la UE, è quasi senza precedenti e segnala la determinazione a non apparire più deboli come in passato, quando il Fondo finse d’ignorare le scorciatoie di nazioni come l’Argentina, scorciatoie che posero i semi di futuri disastri. D’altro canto, le istituzioni internazionali rischiano l’eccesso opposto, ossia abbandonare una nazione per un disaccordo su quello che potrebbe rivelarsi un punto di minore importanza.

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