La cura letale

In parole chiare: è stata scelta la medicina sbagliata. In parole ancora più chiare: ci hanno chiesto grossi sacrifici, che rischiano di non servire a nulla. L’economia italiana rischia il collasso e attingere a piene mani dalle tasche dei cittadini non è certo la soluzione per uscire dalla crisi.

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Questo sito cessa le pubblicazioni. Il commento settimanale su macroeconomia e mercati finanziari verrà da ora in avanti pubblicato su Phastidio.net. Grazie per averci seguito, ci auguriamo che continuerete a farlo anche su Phastidio.

La settimana – 38/2010

Nel corso della settimana è proseguito il movimento di rivalutazione di pressoché tutti i mercati, rischiosi e non, per effetto della speranza (ormai divenuta certezza) che le banche centrali siano indotte a compiere interventi di acquisto di asset su vasta scala nel tentativo di rivitalizzare l’economia. Le banche centrali stanno riconoscendo il rischio di deflazione, e sono pronte a fare quanto serve per spingere la crescita nominale dell’economia. Questa situazione riduce considerevolmente il rischio di ribassi dei mercati, aumentandone il potenziale rialzista di breve termine.

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La settimana – 37/2010

Settimana caratterizzata da andamento pressoché invariato dei mercati azionari, una pausa dopo il balzo delle precedenti settimane. Il credito ha evidenziato una robusta ripresa, dopo essere rimasto indietro rispetto al mercato azionario, mentre le obbligazioni hanno recuperato su speranze di un nuovo round di easing quantitativo da parte della Fed, ma non solo. Materie prime in recupero di circa il 3 per cento in dollari, per effetto della debolezza della divisa statunitense e della ripresa dell’indice cinese dei direttori acquisti.

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La settimana – 36/2010

Settimana dominata dall’annuncio della Fed, che conferma di essere pronta a procedere ad un nuovo round di easing quantitativo. Ciò ha causato, come prevedibile, un deprezzamento del dollaro, un rally dei Treasuries (lievemente ridimensionato a fine settimana, col recupero dell’azionario) e nuovi record storici per l’oro, sia pure espressi in dollari. La tempistica del nuovo intervento resta indeterminata, ma si scommette sulla seduta del Fomc di inizio novembre, praticamente contemporanea alle elezioni di midterm.

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La settimana – 35/2010

Settimana iniziata con mercati ottimisti, grazie all’approvazione definitiva delle linee-guida di riforma della vigilanza bancaria note come Basilea III. Tali misure, che dovranno essere ratificate dal vertice del G20  di Seoul, a novembre, rappresentano un compromesso tra esigenze di singole aree nazionali, e prevedono un graduale aumento della base patrimoniale a partire dal 2013, con rafforzamento degli strumenti azionari puri e la progressiva dismissione di strumenti ibridi. Saranno soprattutto le banche tedesche, come risaputo, a dove procedere a ricapitalizzazioni e probabilmente ad aumenti di concentrazione.

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La settimana – 34/2010

Settimana caratterizzata dalla ripresa delle quotazioni azionarie e da un rimbalzo dei rendimenti sui titoli obbligazionari. In Europa, l’Irlanda ha deciso di procedere allo sdoppiamento di Anglo Irish Bank in due entità: una banca di deposito pienamente garantita dallo stato e l’equivalente di una bad bank, a cui saranno conferiti i titoli dell’attivo della banca.

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La settimana – 33/2010

Prosegue il comportamento bipolare di mercati ed analisti, che alternano momenti di profondo pessimismo ad altri di quasi euforia. Questa settimana il pendolo si è decisamente orientato sulla ripresa, grazie anche al dato sul mercato del lavoro statunitense di agosto, che in realtà non evidenzia nessun particolare vigore ma si limita e sconfessare le previsioni più pessimistiche, alimentando quindi quello che potrebbe dimostrarsi nulla più che un relief rally.

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La settimana – 32/2010

La seconda stima del Pil statunitense, pubblicata venerdì 27 agosto, ha confermato le attese di una marcata decelerazione della crescita americana. La variazione annualizzata è infatti passata dal 2,4 all’1,6 per cento. Si tratta di un dato comunque migliore del consenso, posto a più 1,3 per cento, ma resta una vistosa frenata rispetto al più 3,7 per cento annualizzato registrato nel primo trimestre. La componente del Pil che è migliorata rispetto alla prima stima è soprattutto la spesa dei consumatori, cresciuta al tasso annualizzato del 2 per cento, da 1,6 per cento della prima stima. Il miglioramento non deve tuttavia trarre in inganno, poiché imputabile in larga misura ai maggiori consumi di carburante nel periodo, a fronte di un aumento dei costi degli stessi.

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